Gerry Scotti e Stefano De Martino sono stati protagonisti del Festival della Tv. Un contesto dove, ogni fine stagione, si tirano le somme dell’anno televisivo non solo guardando agli ascolti. Il conduttore Mediaset, in grande spolvero grazie al successo de La Ruota della Fortuna, si è sottoposto alle domande della platea. Inoltre c’era Alessandra Comazzi a moderare l’incontro. L’argomento più gettonato, non poteva essere altrimenti visto il periodo, riguarda l’orario in cui terminano i giochi sulle rispettive reti ammiraglia.
La prima serata, nello specifico, si è allungata ulteriormente. Trasformando quel che una volta veniva definito preserale in access prime time perché i giochi, nella fattispecie Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna, finiscono dopo le 21.00. Non alle 21.30, ma alle 21.45 quasi 22.00. Fattore che ha disturbato (e disturba) non poco i telespettatori.
Scotti e De Martino sacrificati sull’altare dell’access prime time
Pubblico che chiede maggior rispetto delle esigenze di tutti. Se un format preserale termina alle 22.00, poi il prime time deve concludersi necessariamente dopo la mezzanotte. In alcuni casi anche verso l’una. Il punto è che questa situazione non è più un’eccezione, ma sta diventando televisivamente parlando la regola. Un regolamento a cui la platea televisiva, quella che porta gli ascolti, non sembra voler più sottostare. I social e le interviste lanciano l’allarme: gli spettatori non seguono più i programmi in diretta come un tempo.
Si preferisce ignorare la prima serata per recuperare i contenuti in digitale, sulle app di riferimento. Il giorno successivo. In modo tale che sia l’utente a decidere quando iniziare e finire la visione, senza essere costretto a sottostare ai diktat televisivi. Una scelta che significa, in senso stretto, un salto nel futuro. Quando il digitale avrà un peso sempre maggiore, rispetto a ora, nelle scelte di palinsesto. Ciascun utente potrà “costruirsi” l’offerta di contenuti prediletta in base a quello che c’è a disposizione. Anche in chiaro.
Presente e futuro della tv
Questo, però, è il futuro prossimo. L’attualità, però, impone che i dati Auditel stabiliscano ancora se un programma funzioni o no. Insomma, dalle percentuali settimanali rispetto alle visioni dipende anche il lavoro di molte persone. Se gli ascolti sono bassi, specialmente in prime time, i programmi chiudono. Siano essi show o serie tv. La tendenza, in questo periodo, è chiara: i giochi in access prime time stanno boicottando le produzioni di prima serata.
Dato che il pubblico neanche riesce a iniziare a guardarle perchè cominciano troppo tardi. Allora, Scotti pungolato sul punto ha detto: “L’ascoltatore Virginio Scotti dorme alle 22.15, quindi mi unisco anche io al grido degli italiani. Facciamo finire prima La Ruota della Fortuna e Affari Tuoi, firmiamo la pax di Dogliani”. Il conduttore ha detto che fosse per lui il gioco a premi terminerebbe, sia in Rai che a Mediaset, alle 21.30. Poi, però, ha aggiunto un’altra postilla: “Ora parla Gerry Scotti che fa televisione, prendiamo un editore che fa tv commerciale. Si mantiene con le pubblicità, non vi ha mai chiesto un euro. Perchè dovrebbe essere lui il primo a fare un passo indietro?”.
I numeri del preserale
Tradotto meglio: Scotti sottolinea che, in questo momento, per merito suo e di Stefano De Martino, l’access prime time fa numeri importanti. Vuol dire che la gente è stufa del fatto che la prima serata cominci alle 22.00, ma nel frattempo guarda la tv e si posa – volendo usare questo termine ambientale – su La Ruota della Fortuna o Affari Tuoi che stabilmente superano il 23%. In passato (recente) andavano addirittura a toccare il 25%.
Lo stato di salute della fascia di palinsesto è più che ottimo. Questo porta incassi e favorisce possibili investitori. Allora la questione non può essere liquidata, termine affatto casuale, con una conversazione. In ballo ci sono accordi pubblicitari difficili da ignorare. Tutto dipende, ovviamente, dagli ascolti che non sembrano calare. In access prime time. La prima serata, al momento, è un discorso a parte perché evidentemente pur essendo meno redditizia in termini di Auditel non può essere messa a paragone, per quanto riguarda entrate e uscite, alle spese di una produzione preserale.
Oltre i proclami
Dunque, se la fiction rende meno in prime time, pazienza. Almeno questa è la linea momentanea di Rai e Mediaset alla luce dei recenti riscontri. Ora resta solo da capire se il malcontento del pubblico verrà ascoltato oppure no. Gerry Scotti, con la complicità indiretta di Stefano De Martino, ha lanciato l’appello per un ridimensionamento. Potrebbe, tuttavia, non bastare. La rivoluzione la fanno, in un senso o nell’altro, ancora i numeri. E quelli del preserale sono, nonostante tutto, piuttosto alti.