Il dato dopo le prime cinque giornate evidenzia un calo netto dei penalty assegnati rispetto al passato e agli altri grandi campionati europei
La Serie A 2026/27 si distingue per un dato particolarmente significativo: nelle prime cinque giornate di campionato sono stati concessi soltanto 5 rigori, una media di un penalty ogni dieci partite disputate. Un numero molto basso, soprattutto se confrontato con i principali tornei europei e con le statistiche delle precedenti stagioni italiane.
Come riportato da TMW, il campionato italiano è attualmente quello con il minor numero di calci di rigore assegnati tra le cosiddette big five europee. Un dato che fotografa una tendenza precisa nella gestione degli episodi in area di rigore, anche se il numero dei penalty non può essere considerato l’unico parametro per valutare il livello arbitrale.
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Rigori in Europa: Ligue 1, Premier League e Liga davanti alla Serie A
Il confronto con gli altri campionati europei mostra una differenza evidente. La Ligue 1 francese è il torneo che ha registrato il maggior numero di rigori nelle prime cinque giornate: sono stati infatti assegnati 11 penalty in 45 partite giocate.
Subito dietro si trovano la Premier League e la Liga spagnola, entrambe con 9 rigori concessi dopo cinque turni di campionato e 50 gare disputate complessivamente. Più vicino il dato della Bundesliga, che ha visto assegnare 6 calci di rigore nelle prime quattro giornate, con 36 incontri disputati.
Nonostante le differenze tra i vari tornei, anche gli altri campionati europei stanno facendo registrare numeri inferiori rispetto alle medie della Serie A del passato, caratterizzata negli ultimi anni da un ricorso più frequente al tiro dal dischetto.
Il ruolo del VAR e le nuove indicazioni UEFA
Alla base di questa diminuzione potrebbe esserci anche il nuovo orientamento sull’utilizzo del VAR. La UEFA, infatti, ha indicato la necessità di un intervento più limitato della tecnologia, con l’obiettivo di mantenere maggiormente centrale la decisione presa dall’arbitro in campo.
Il minor numero di chiamate e revisioni potrebbe aver contribuito a una gestione più restrittiva degli episodi da rigore. Resta però aperta la discussione su un possibile effetto collaterale: se una minore presenza del VAR possa portare a non correggere alcune decisioni che avrebbero richiesto un intervento.
La Serie A, dunque, si trova al centro di un nuovo equilibrio tra continuità del gioco e necessità di correggere eventuali errori evidenti. I prossimi turni permetteranno di capire se il dato delle prime cinque giornate rappresenti soltanto una fase iniziale della stagione o una tendenza destinata a proseguire.