Serve il permesso dell’esercito per andare all’estero: scoppia il caso in Germania. “Anticamera della leva obbligatoria”

Berlino, 6 aprile 2026 – Una clausola nascosta nelle pieghe della nuova legge sul servizio militare sta facendo discutere in Germania. Secondo quanto stabilito dalla normativa entrata in vigore il primo gennaio 2026, i giovani in età di leva che vogliano soggiornare all’estero per più di tre mesi devono chiedere l’autorizzazione delle forze armate tedesche. Un cavillo passato inosservato fino a qualche giorno fa, quando ne ha parlato per la prima volta il quotidiano Frankfurter Rundschau, ripreso da Der Spiegel. Nell’opinione pubblica tedesca, già ostile alla nuova politica sui reclutamenti, è montata la polemica, tanto che il ministero della Difesa è stato costretto a fare qualche precisazione. 

Le legge che apre le porte al ritorno della leva obbligatoria

La nuova legge è frutto del contesto internazionale in cui la guerra non è più uno scenario limite, ma evenienza possibile. Mira ad attrarre giovani volontari per infoltire le forze armate e prevede che tutti i diciottenni di sesso maschile compilino un questionario per valutare la loro idoneità al servizio militare. Non introduce la coscrizione obbligatoria, ma la contempla in un futuro, anche prossimo, in caso di necessità. Se non sarà raggiunto un numero di reclute ritenuto sufficiente, il Bundestag sarà costretto a discutere la reintroduzione della leva forzata. 

Serve un’autorizzazione per lasciare la Germania

Ma c’è di più. Un passaggio della normativa su cui ha fatto luce la stampa tedesca (con un bel po’ di ritardo), prevede che gli uomini di età compresa tra i 17 e i 45 anni debbano richiedere un’autorizzazione per lasciare la Germania per più di tre mesi. Gli interessati sono potenzialmente milioni. “È stata creata una base giuridica a supporto dell’attuazione pratica degli elementi obbligatori del nuovo servizio militare, come l’esame di leva obbligatorio, in vigore dal 1 gennaio 2026”. Ha spiegato un portavoce del Ministero della Difesa. In sostanza: in caso di coscrizione obbligatoria ‘urgente’ c’è bisogno di sapere chi è partito o è in partenza per l’estero per un periodo prolungato. 

Dunque, non importa quale sia il motivo del soggiorno, se lavorativo o di studio. Un ragazzo in partenza deve bussare alla porta del centro di carriera competente della Bundeswehr per farsi firmare il via libera. Questo, almeno, sulla carta. Si perché il ministero, visto il polverone che si è alzato, ha voluto ridimensionare la portata della norma.

“Non servirò finché la leva resterà volontaria”

“Il regolamento era già in vigore durante la guerra fredda e non aveva alcuna rilevanza pratica; in particolare, non è soggetto a sanzioni”, afferma il portavoce. Non solo: “Sarà chiarito con disposizioni amministrative che l’autorizzazione si considera concessa finché il servizio militare resta volontario”, ha spiegato un portavoce del ministero. Proprio perché la leva non è obbligatoria, le autorizzazioni “devono in linea di principio essere concesse”. Nel caso in cui venga approvato un provvedimento attuativo con istruzioni operative in questo senso, la clausola resterà lettera morta. Ma fino in quel momento, la norma resta in vigore nella sua formulazione restrittiva.

Le proteste dell’opposizione

L’opposizione di sinistra in Parlamento vede la norma come chiaramente collegata a una possibile reintroduzione della coscrizione obbligatoria. “Siamo fermamente convinti che accadrà”, ha dichiarato al quotidiano Die Welt la vicecapogruppo parlamentare Desirée Becker di Die Linke. Tutti lamentano la poca chiarezza della legge. “I cittadini hanno il diritto di sapere subito se, e in caso affermativo, quali sono i loro obblighi di segnalazione”, sottolineano i Verdi, chiedendo spiegazioni al Ministero. Protesta anche l’AfD. Il partito di ultradestra lamenta che le nuove regole entrerebbero in vigore non solo in periodi di tensione e necessità di difesa, ma “anche se il Bundestag decidesse, con una semplice maggioranza, di introdurre l’obbligo del servizio militare”.