“Siamo vive per miracolo”: il drammatico racconto di Imma Battaglia e l’incubo in autostrada

Un pomeriggio di routine si è trasformato in un vero e proprio scenario da brivido per Imma Battaglia. L’attivista, 66 anni, ha voluto condividere tramite i propri canali social una drammatica disavventura stradale avvenuta sull’autostrada A1 Napoli-Roma. Una vicenda che l’ha lasciata sotto shock e per la quale ha già promesso di dare battaglia nelle sedi legali.

Mentre viaggiava a velocità sostenuta insieme a un’amica, la sua vettura, un modello recente con pochissimi chilometri all’attivo, ha subito un improvviso e totale spegnimento del propulsore. La dinamica, stando alla ricostruzione della diretta interessata, ha sfiorato la tragedia: l’auto ha smesso di rispondere ai comandi di colpo, lasciando come unica opzione quella di sfruttare la spinta d’inerzia per raggiungere una piazzola di sosta. Una manovra riuscita solo grazie al fatto che in quel preciso istante il veicolo occupava la corsia di destra.

Lo sfogo social e la decisione di sporgere denuncia

La gravità dell’accaduto ha spinto l’attivista a registrare un duro sfogo su Instagram, in cui traspare tutta l’agitazione per lo scampato pericolo. Nel filmato viene descritto il panico di trovarsi senza controllo a 120 all’ora, una condizione che avrebbe potuto provocare un grave incidente a catena qualora l’auto si fosse arrestata nelle corsie di sorpasso. Oltre al guasto meccanico, le critiche si sono concentrate anche sulle forti difficoltà riscontrate nel mettersi in contatto con l’assistenza stradale, definita inefficiente a causa di centralini automatici che hanno prolungato l’attesa prima dell’arrivo dei soccorsi.

Una volta rientrata a casa grazie all’aiuto di parenti, Imma Battaglia ha annunciato l’intenzione di procedere per vie legali sia nei confronti della casa automobilistica sia contro la società di gestione del soccorso. Dal punto di vista tecnico, l’ipotesi sollevata riguarda le problematiche elettroniche che colpiscono talvolta i mezzi di ultima generazione.

Attualmente non si registrano prese di posizione ufficiali da parte dei marchi coinvolti, mentre la ricostruzione di quei concitati momenti rimarrà al vaglio degli accertamenti futuri.