Bufera sulla Sicilia: i dati dell’epidemia di coronavirus negli ultimi cinque mesi sarebbero stati più volte falsificati per evitare l’ingresso della regione in zona rossa. E’ quanto sostenuto da un’inchiesta della procura di Trapani, secondo cui i numeri relativi ai contagiati e ai tamponi processati sarebbero stati manipolati per mantenere l’indice sotto i livelli di guardia. Accuse pesantissime, che interessano direttamente i vertici dell’assessorato alla Salute: questa mattina, come riportato da La Repubblica, i carabinieri del comando provinciale e del Nas hanno notificato tre provvedimenti di arresti domiciliari, indirizzati ad una dirigente generale della Regione e a due suoi collaboratori. Lo stesso assessore Ruggero Razza ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire, per essere interrogato. Le accuse, per tutti, parlano di quaranta episodi di falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, l’ultimo risalente al 19 marzo.
SICILIA, PROCURA:”DATI FALSIFICATI PER EVITARE ZONA ROSSA”
Ai domiciliari sono finiti Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, braccio destro dell’assessore Razza; Salvatore Cusimano, funzionario regionale, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato. Come riportato da La Repubblica, secondo il gip di Trapani, Caterina Brignone, che ha riconosciuto la fondatezza della ricostruzione dei pm e la necessità di intervenire d’urgenza, ci si trova dinanzi ad “un disegno politico scellerato a cui sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che anzi – scrive il gip – pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”. Il governatore, intervenuto nel corso di Omnibus, su La 7, ha dichiarato: “Bisogna avere rispetto della magistratura, così come ho fiducia nell’assessore Razza che, se dovesse risultare responsabile, naturalmente agirebbe da solo di conseguenza”. Sotto inchiesta anche Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dipartimento retto da Maria Letizia Di Liberti.
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