Urda (Toledo), 28 ottobre 2026 – Quando cala la sera resta solo il dolore, lo strazio di chi ha dovuto riconoscere la salma di un familiare o sta cercando un parente disperso, i volti tesi di soccorritori che per ore si sono trovati di fronte alla morte. I passeggeri superstiti raccontano di un “impatto violentissimo”, che all’improvviso li ha scaraventati contro i sedili, li ha “catapultati” tra i corridoi “come una bomba” deflagrata all’improvviso. Due vagoni deragliati e precipitati in una scarpata, senza lasciare scampo alle persone a bordo dopo la collisione fra due treni, uno fermo e l’altro in movimento. Feriti urlanti, alcuni con le braccia o altre parti del corpo amputate, in un incidente ferroviario che stamattina, poco prima delle 9, ha provocato una strage nelle campagne attorno a Urda, paese in provincia di Toledo attraversato dalla linea ferroviaria che collega Madrid a Siviglia e all’Andalusia: il bilancio ancora provvisorio è di 68 morti e 107 feriti, intrappolati in un inferno di lamiere contorte, in giganti di metallo accasciati lungo i binari. Soccorsi senza sosta.
A bordo c’erano anche sette italiani, originari di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza, assistiti dalla Farnesina che si è attivata attraverso l’Ambasciata in Spagna. Quattro stanno bene, un quinto è ricoverato in ospedale ma è fuori pericolo, mentre tre donne (una è di Pistoia) sono disperse. Una delle due sarebbe la sorella del ricoverato. Italiani residenti in Spagna, per motivi di studio o di lavoro. Sul treno anche uno studente di Foggia, Antonio Narciso, illeso. Ha espresso “profondo dolore”, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio a Filippo VI, re di Spagna. Per la Spagna è una nuova tragedia, dopo il deragliamento di Santiago de Compostela del 2013, costato la vita a 80 persone, e la collisione tra due treni ad alta velocità ad Adamuz, in Andalusia, che lo scorso gennaio ha provocato 46 morti. Quello di ieri è il terzo grave incidente ferroviario nel Paese dall’inizio dell’anno. A provocarlo, è l’ipotesi, un errore umano, preceduto da un guasto tecnico e da pesanti falle nei sistemi di sicurezza. Le indagini, ora, dovranno fare chiarezza sulle responsabilità. Intanto spuntano gli audio, riportati dai media spagnoli, delle comunicazioni tra gli operatori: quello di Atocha dà il via libera al macchinista per ripartire: “Riprendete il normale andamento”.
Il ministro spagnolo dei Trasporti, Oscar Puente, ha definito “inspiegabile” e “sbagliata” la decisione della centrale operativa di consentire al treno Ave dell’azienda di trasporti pubblica spagnola Renfe, di riprendere la corsa mentre un altro convoglio era fermo sui binari: gli investigatori della Guardia Civil e della Commissione d’inchiesta sugli incidenti ferroviari hanno interrogato per ore l’operatore del centro di controllo che regolava il traffico sulla linea. Attorno alle 8:30, secondo la ricostruzione del ministero, il sistema Lzb, uno dei sistemi di sicurezza sulla linea dell’alta velocità Madrid-Siviglia, è andato in tilt per un guasto alla comunicazione nei sistemi informatici, interessando un tratto di 63 chilometri lungo il quale, in quel momento, stavano viaggiando sei treni che automaticamente si sono arrestati. A quel punto, come prevede il protocollo, la centrale operativa di Madrid Atocha ha assunto il comando. Alle 8:36 l’operatore ha autorizzato il treno Ave con a bordo 397 persone a riprendere la corsa, nonostante un treno Iryo (compagnia partecipata da Fs Internacional) fosse fermo sui binari, con 147 passeggeri a bordo tra cui un neonato. Tra le 8.36 e le 8.52 ha percorso 25 chilometri a una velocità di 200 chilometri orari. Fino allo schianto con il convoglio Iryo alle 8.54. Diciassette minuti, durante i quali nessuno è intervenuto per evitare la strage. “Non è ammissibile in un Paese come il nostro soffrire due incidenti mortali nell’alta velocità in un anno”, ha detto il premier Pedro Sanchez, arrivato sul posto. Una tragedia che riaccende anche le polemiche politiche, in una Spagna che si prepara alle elezioni anticipate, con Vox che accusa l’esecutivo di aver trascurato la manutenzione.
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