Spari al rave in Svizzera, le ultime parole di Maria Spinelli alla mamma: “Sono rinata, vado a ballare”

Roma, 1 settembre 2026 – Come e perché è morta Maria Spinelli: questa è la domanda che si fa la famiglia della ragazza di 22 anni, nata ad Atri (Teramo) e residente a Città Sant’Angelo (Pescara), uccisa nel rave di Aarau, in Svizzera, dove si era trasferita dopo una breve permanenza in Nord Italia per soddisfare il proprio desiderio di libertà. Diplomata all’Istituto Alberghiero, lavorava come cameriera, ma le sue aspirazioni erano quelle di arrivare ad avere un proprio locale e affermarsi nella ristorazione. Sogni che sono stati spezzati in una notte di agosto sul prato di un ippodromo.

https://www.quotidiano.net/video/esteri/sparatoria-in-svizzera-la-vittima-e-una-giovane-italiana-ai5t56ts

Quando era in Abruzzo viveva con la mamma Gulmira in un caseggiato lungo la strada provinciale del Paese (sull’ingresso dell’edificio c’è ancora la targhetta con il suo nome) dove era conosciuta e stimata da tutti. Proprio alla madre aveva mandato un whatsapp poco prima di recarsi alla festa: “Sto andando a un rave con degli amici. Sono bravissime persone. A dopo”, ma da quell’evento non è mai tornata. “Amava la musica techno e i tatuaggi”, dice un familiare. Sempre alla madre, con la quale era in contatto continuo, aveva mandato le foto e i video dell’appartamento dove stava per andare ad abitare, chiedendo consigli sul suo arredamento. “Ho conosciuto meglio Tekibo, abbiamo passato più tempo insieme, serate, cose. Qua – le aveva detto al telefono – posso dire che io sto viva, io sono rinata, è come se mò sono nata io, capito?”.

epa13199960 Armed police officers patrol near the Schachen horse racing track following a shooting, in Aarau, Switzerland, 30 August 2026. One person was killed and five others were injured in an overnight shooting during a rave event near the horse racing track in Aarau’s Schachen district, according to the local police. EPA/MICHAEL BUHOLZER

Ieri in serata si è chiarita anche la portata di un caso che sembrava essere montato proprio a causa della separazione dei genitori. Il legale del padre, Bruno Gallo, aveva dichiarato all’Ansa che “le autorità elvetiche non autorizzano ancora l’esame autoptico e le indagini sono secretate”, lamentando il fatto che così l’uomo non sarebbe potuto andare a effettuare il riconoscimento. Poco dopo l’avvocata della madre, Antonella Crudeli, ha comunicato che l’autopsia era stata disposta e che quindi la madre aspettava il risultato per andare in Svizzera, dove sarà seguita dal consolato di Basilea, che poi si mobiliterebbe per il rientro in Italia della salma al quale seguiranno i funerali. E in realtà oggi sarà effettuato l’esame autoptico sulla povera Maria, che dovrà confermare le modalità del decesso.

“All’inizio abbiamo sentito quattro colpi sparati da vicino, da qualche parte vicino a noi. Poi, quando stavamo cercando di metterci al riparo, ne abbiamo sentiti altri, non so dire quanti, erano tra i 15 e i 30 colpi, che sono stati sparati anche contro di noi. Molte urla, molto panico, persone che piangevano e che erano ferite – ha raccontato un ragazzo ieri al Tg1 –. Quando è iniziata la sparatoria ero nel backstage della tribuna, vicino alla postazione del DJ. Mi sono nascosto insieme ad amici e ad altre persone. Ho cercato di aiutare Maria. Le ho fatto il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, tuttavia senza successo Purtroppo non siamo riusciti a vedere gli attentatori, hanno sparato da fuori”.

Secondo i testimoni la giovane sarebbe morta sul colpo, da valutare quale proiettile l’abbia colpita. Sul luogo del rave sono state trovate munizioni non solo di pistola, ma anche compatibili con un Ak-74. Le autorità continuano a seguire la vicenda di Maria per dare il maggiore aiuto possibile alla famiglia.

Le autorità elvetiche continuano a sostenere il loro continuo appoggio alla ricerca della verità: bruciano ancora le polemiche su come si sono svolte le indagini sulla strage di Capodanno a Crans Montana. Stavolta c’è un fermato e si spera che si chiariscano presto i motivi del gesto criminale.