Tensione tra la Rai e Sigfrido Ranucci: negata la copertura sulle spese legali

Si arricchisce di un nuovo, spinoso capitolo il già complesso legame tra Viale Mazzini e il conduttore di Report. La televisione di Stato ha stabilito che non si farà carico delle spese di difesa del giornalista nell’ambito della controversia giudiziaria avviata dall’imprenditore Giuseppe Cipriani. La notizia, inizialmente trapelata come indiscrezione, ha trovato riscontro ufficiale nelle dichiarazioni della stessa azienda pubblica, che ha tuttavia respinto con forza le letture e le speculazioni emerse nelle ore successive.

Il precedente a Mediaset e il nodo del regolamento aziendale

Il provvedimento della governance affonda le radici in una specifica apparizione televisiva di Ranucci all’interno del talk show È sempre Cartabianca, in onda sulle reti Mediaset. In quella circostanza, il vicedirettore ad personam della terza rete aveva propagato un’informazione, successivamente dichiarata come non sottoposta a verifica dallo stesso giornalista, inerente a un presunto incontro tra il Guardasigilli Carlo Nordio e il sopra citato Cipriani, circostanza smentita dal ministro e sfociata in un’azione legale.

Di fronte alle accuse delle opposizioni, in particolare del Movimento 5 Stelle che ha ravvisato nella scelta un tentativo di matrice politica volto a depotenziare la trasmissione d’inchiesta di Rai 3, l’azienda ha diffuso una nota chiarificatrice.

I vertici di Viale Mazzini hanno precisato che lo stop alla tutela legale discende dalla rigida applicazione delle norme interne: la partecipazione al programma della concorrenza era stata concessa al solo scopo di promuovere un’opera letteraria non pubblicata dalla Rai. Trattandosi di dichiarazioni esterne alle mansioni aziendali ordinarie, è venuto a mancare il nesso funzionale necessario alla copertura. Viale Mazzini ha comunque puntualizzato che il supporto legale rimarrà pienamente attivo per tutte le inchieste giornalistiche trasmesse regolarmente sotto il marchio di Report.