Terracina, Legambiente chiede l’intervento della Regione Lazio sul Piano di utilizzo degli arenili

Appello della presidente del circolo locale Anna Giannetti e del vice presidente nazionale Edoardo Zanchini: “Evitare che il nuovo Pua comunale diventi una sanatoria mascherata per difformità e irregolarità”

Il circolo di Terracina di Legambiente torna sull’annosa questione del piano di utilizzo degli arenili (Pua) nella città costiera laziale, fermo al palo da luglio scorso. Un ritorno sul tema che segue l’ennesimo sequestro di uno stabilimento balneare avvenuto nella città e il mancato rispetto della quota regionale di spiagge libere. Per tutte queste ragioni il circolo legambientino laziale annuncia un intervento presso la Regione Lazio per chiedere l’esercizio dei poteri sostitutivi e l’eventuale nomina di un commissario ad acta in modo da evitare che il nuovo Pua possa diventare una sanatoria per la vecchia e discutibile gestione del demanio marittimo. Riportiamo un passaggio della nota del circolo a firma della sua presidente e consigliere nazionale di Legambiente Anna Giannetti e del vice presidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini.

“Purtroppo è sempre più evidente ormai – anche con l’ultimo sequestro di qualche giorno fa di un noto stabilimento balneare e con le indagini, i sequestri, i processi e gli arresti in corso riguardanti proprio principalmente le aree demaniali – come l’Amministrazione di Terracina, a nostro parere, non sia nelle condizioni attualmente di poter operare in modo efficiente e con le dovute garanzie per adeguare un piano che risale addirittura al 2003 e per questa ragione chiederemo alla Regione Lazio di valutare la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi ed eventualmente nominare un commissario ad acta per la predisposizione del nuovo Pua di Terracina, due strumenti fondamentali e di strategica pianificazione e programmazione del litorale e dell’ambito portuale”.

“Vogliamo assolutamente evitare che il nuovo Pua comunale possa diventare una sanatoria mascherata per tutte le difformità e le irregolarità accumulate negli anni di gestione non pianificata del demanio, proprio alla luce delle indagini e dei sequestri in corso – prosegue la nota – Non possiamo inoltre tollerare che, in assenza di un Pua comunale adeguato o del rispetto del regolamento regionale in merito alla percentuale di spiagge libere possano essere rilasciate nuove convenzioni o concessioni o titoli autorizzativi o che le concessioni demaniali pubbliche e gli immobili connessi possano diventare oggetto di speculazione economica, vendute o sub-affidate a prezzi esagerati come fossero immobili o terreni privati”.

“Chiediamo che il Pua contenga in modo esplicito precise e circostanziate norme di tutela ambientale e che coinvolga nella scrittura dei futuri bandi di assegnazione le associazioni ambientaliste affinché si tenga conto di tutte le norme di tutela ambientale, oltre che del valore storico e sociale delle concessioni, valutandone e soppesandone tutte le premialità – continua la nota – Ribadiamo inoltre la nostra volontà di partecipare, come Legambiente, in qualità di soggetto rappresentativo dell’interesse diffuso e attivo nella tutela dell’ambiente marino e costiero e nella salvaguardia paesaggistica (tutela visiva del mare), al tavolo di concertazione sul PUA comunale e alle consultazioni su tutti gli impatti delle ultime sentenze del Consiglio di Stato del 9 novembre scorso sul sistema delle concessioni demaniali marittime, affinchè l’ emanazione di qualsiasi atto amministrativo possa tenere in conto in primo luogo dei seguenti aspetti: 1) il rispetto della percentuale di spiagge libere e della individuazione ed organizzazione degli ambiti omogenei prima del rilascio di altri titoli autorizzativi, valevole sia per le convenzioni che per le concessioni; 2) la progressiva rinaturalizzazione degli arenili e la protezione massima della ovo-deposizione della tartaruga caretta caretta, 3) la de-cementificazione delle spiagge ovvero l’obbligo di impiegare in via esclusiva strutture smontabili in legno con contestuale eliminazione dalle spiagge dei manufatti in cemento o muratura, responsabili essi stessi in parte dei fenomeni erosivi, da considerare come punteggio premiale nelle assegnazioni delle spiagge, 4) la protezione degli habitat e della biodiversità con particolare riferimento al contrasto dell’erosione marina, alla tutela delle Zsc marine di Terracina IT6000013 e IT 6000014 per la protezione di posidonia oceanica, banchi di sabbia, scogliere, pinna nobilis,  e l’esclusione dal PUA delle soluzioni di protezione rigida della costa, quali barriere frangiflutti (emerse o sommerse), “pennelli” ecc. che si sono già dimostrate inefficaci o addirittura dannose nella difesa delle spiagge dall’erosione 5) la gestione pubblica comunale delle concessioni comunali a prezzi calmierati, dotandole di servizi dedicati alle categorie più svantaggiate come disabili e anziani e agli animali di affezione, 6) la gestione pubblica comunale delle attività di salvamento sulle spiagge, garantendo anche i servizi per le spiagge libere, la promozione delle attività a carattere educativo e sociale, delle attività sportive, con il miglioramento dei servizi di trasporto, dei parcheggi e dell’accessibilità , 7) la corretta applicazione dei contratti collettivi di lavoro previsti per il comparto e il rispetto delle regole degli appalti e subappalti con garanzia di diritti di precedenza di assunzioni del personale nel caso dei cambi di concessionario”.

“Come circolo inoltre abbiamo sempre sostenuto che la ‘famigerata’ Direttiva Servizi (Bolkestein) andrebbe opportunamente mitigata con bandi che tengano conto delle premialità ambientali, storiche e sociali e sarebbe fondamentale portare avanti la collaborazione con la categoria dei balneari di Terracina ripartendo dal lavoro che Legambiente ha svolto ormai tre anni fa, sviluppato anche grazie all’impegno del nostro circolo e poi esteso a molti litorali italiani, che ha portato alla definizione di una prassi ormai standard Uni, esperienza unica nel panorama internazionale”, conclude la nota.

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