Terremoto in Giappone, crolla un centro commerciale a Kumamoto: “Diversi morti e clienti intrappolati”. Toyota e Honda chiudono gli stabilimenti

Tokyo, 28 luglio 2026 – Diverse persone sono morte e altre sono rimaste intrappolate in un centro commerciale crollato a Kumamoto in seguito al violento terremoto che ha colpito, questa mattina, il sud del Giappone. A riferirlo è l’emittente televisiva Tbs. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, affermano che parte del secondo piano dell’Aeon Mall è crollata in seguito a un’esplosione, intrappolando numerose persone all’interno.

Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha presieduto una riunione del Centro di coordinamento per la gestione delle calamità del ministero della Difesa, dichiarando che “affronteremo con la massima determinazione le operazioni di salvataggio delle vite umane, la raccolta di informazioni e il sostegno alla popolazione”.

Un terremoto di magnitudo 7.1 è stato registrato nella prefettura di Kumamoto, a sud ovest dell’arcipelago, alle 16:27 ora locale (le 9:27 in Italia). La scossa ha avuto ipocentro a 10 chilometri di profondità. ANSA/ IGV ++FOTO NON IN VENDITA – DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK+++

Crollano le mura del Castello di Kumamoto

Il terremoto ha causato anche il crollo di alcune parti delle mura del Castello di Kumamoto, una delle fortezze più grandi, imponenti e militarmente avanzate di tutto il Giappone. Lo riporta Japan News. Considerato un capolavoro assoluto dell’architettura difensiva dei samurai è conosciuto per il design delle sue mura di pietra. La pendenza alla base è dolce, ma diventa quasi verticale man mano che sale verso l’alto.

Questo sistema ingegneristico impediva ai ninja e ai guerrieri nemici di arrampicarsi e faceva scivolare via persino i sassi. Costruito a partire dal 1601 dal potente signore della guerra Kato Kiyomasa, il complesso originario comprendeva ben 49 torri difensive, 18 porte principali e 29 porte secondarie. È circondato da profondi fossati e percorsi labirintici progettati per intrappolare gli invasori sotto il tiro dei difensori.

Toyota e Honda chiudono gli stabilimenti 

Nel frattempo, il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, informa che Toyota e Honda hanno sospeso temporaneamente le attività in alcuni dei loro stabilimenti nel Giappone sud-occidentale a seguito del terremoto.

Toyota ha fermato la produzione nello stabilimento di Toyota Motor Kyushu, nella prefettura di Fukuoka, senza che siano stati segnalati danni materiali o vittime, e prevede di riprendere le operazioni il 29, subordinatamente alle verifiche sulla sicurezza. Anche Honda ha sospeso la produzione di motociclette nel suo stabilimento di Ozu, nella prefettura di Kumamoto, almeno fino alla mattina del 29; una decisione sulla ripresa delle attività sarà presa nel pomeriggio. In alcune aree degli impianti si sono verificati perdite d’acqua e allagamenti causati dall’attivazione automatica degli impianti sprinkler durante il sisma, ma non risultano feriti o vittime. Ldc

Treno deragliato, strade interrotte e blackout

Da quanto si apprende, grosse crepe sono comparse sulle principali arterie stradali della città capoluogo dell’omonima prefettura nell’isola di Kyūshū. Un treno merci è uscito dai binari mentre i servizi ferroviari sono stati interrotti e i voli bloccati. La compagnia Kyushu Electric Power ha comunicato che circa 48.000 utenze nella prefettura di Kumamoto risultano prive di energia elettrica, mentre la tv pubblica Nhk ha riferito che, in via precauzionale è stato evacuato anche lo stabilimento del produttore di semiconduttori TSMC.

Scossa di magnitudo 7.1

Questa mattina una scossa di magnitudo 7.1 ha colpito il sud-ovest del Giappone, facendo scattare anche l’allerta tsunami (poi rientrata). L’Agenzia meteorologica giapponese ha registrato il sisma alle 16:27 ora locale (le 9:27 in Italia), con epicentro nella prefettura di Kumamoto e ipocentro a circa 10 chilometri di profondità.

La prefettura di Kumamoto era già stata devastata dieci anni fa da un doppio sisma di magnitudo 6.5 e 7.3, che aveva provocato 270 vittime.