Trump: “Non abbiamo fretta per i negoziati con l’Iran, dobbiamo occuparci ancora di uno o due siti”

Washington, 1 novembre 2026 – Le trattative per la conclusione della guerra tra Washington e Teheran stanno andando bene, secondo Donald Trump. Tuttavia gli iraniani “non sono molto affidabili – spiega il presidente Usa dalla sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida –. Fanno un accordo e poi si tirano indietro. Vedremo se fanno un accordo. Noi non abbiamo fretta, perché abbiamo distrutto la loro marina, l’aeronautica, i sistemi antiaerei, le capacità produttive e persino le loro armi nucleari”. Poi il tycoon torna alle minacce. “Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti, ma possiamo farlo in 10 minuti”, dice, indicando tra i possibili obiettivi Pickaxe Mountain, il presunto complesso nucleare sotterraneo della Repubblica islamica.

Teheran: “Una nuova guerra potrebbe essere più lunga”

Intanto l’Iran avverte che “un eventuale conflitto futuro potrebbe rivelarsi decisamente più lungo di quelli passati”. “Il presidente americano non sarebbe in grado di dettare i tempi o le condizioni della sua conclusione”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia, ripreso da Afp, Al Jazeera e dalla tv di Stato iraniana.

Dal canto loro, i Pasdaran si dicono “pronti come mai prima” a rispondere a un eventuale nuovo attacco da parte statunitense e stanno lavorando all’individuazione di nuovi obiettivi”. “Nella prossima guerra non avremo più limiti geografici, ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi, durante un convegno a Kerman, rilanciando le parole pronunciate ieri dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che ha ordinato ai vertici militari di rispondere a qualsiasi nuova aggressione “senza limiti geografici”. “È stato definito un ampio campo d’azione per colpire il nemico e raggiungere una deterrenza completa”, ha aggiunto.

Quanto ai colloqui, a dare una risposta a Trump ci pensa il vicepresidente dell’assemblea iraniana, Ali Nikzad. Teheran “non ha alcuna intenzione di negoziare sulla questione nucleare, a prescindere da qualsiasi pressione”, dal momento che gli Stati Uniti “non hanno nulla di nuovo da offrire”, ha dichiarato durante una seduta parlamentare.