Vorreste sorseggiare un cappuccino con la vostra faccia stampata sopra? Oggi non è fantascienza ma realtà: il Gran Caffè Italia di Terlizzi è l’unico bar pugliese a proporre il selfie cappuccino, una trovata bizzarra e perfettamente in linea con il sempre più rapido avanzamento tecnologico del ventunesimo secolo.
Nel 2017 era stato un locale di Londra a mettere in funzione per la prima volta in Europa la magica stampante, ma la tendenza arriva dall’Oriente: a Taiwan, Singapore e Seoul aveva già preso piede da diverso tempo. “Sei anni fa ho importato uno di questi macchinari da Hong Kong, ma mi sono preso la responsabilità di acquistarlo senza un distributore o un concessionario, senza manutenzione, perché in Europa non c’era ancora nessuno – racconta a Telebari Vito Pagano, gestore del bar di Terlizzi – L’esperienza finì perché c’erano problemi tecnici, successivamente sono finalmente venuto a conoscenza di un distributore in Italia e non ho perso occasione per ricomprarlo”.
Pagano parla di un prodotto in cui crede molto, che secondo lui ha avuto la capacità di dare ulteriore lustro al suo locale, riuscendo a fondere degli elementi di innovazione a quelli tradizionali del Gran Caffè, attività storica della città. Pagano sta cercando tra l’altro di riqualificare il bar e lo ha rilevato solo due anni fa, in piena pandemia da Coronavirus.
La clientela è rimasta piacevolmente sorpresa. “Sono incuriositi – continua Pagano – c’è anche molta gente che viene da fuori”. Qualche giorno fa persino il candidato sindaco Michelangelo De Chirico ha deciso di ordinare un cappuccino selfie, e sembra proprio che gli abbia portato fortuna visto che è poi diventato il nuovo primo cittadino. La stampa può essere eseguita non solo su prodotti di caffetteria come caffè ed espressini ma anche biscotti e birra: l’effetto è talmente realistico che non ci si meraviglia del fatto che molti avventori del bar decidano di non bere o mangiare la propria ordinazione, probabilmente per non sciupare il risultato.
“Se devo promuovere qualcosa sono molto attento alla qualità e all’esclusività”, conclude Pagano, e confessa di aver deciso di inserire questa singolare macchina nella sua attività proprio perché in Italia non è ancora particolarmente diffusa.
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