Vannacci: “Alleanze sotto elezioni”. E il generale incassa l’endorsement dell’AfD: “Un grande avvenire in Italia e oltre”

Orvieto – L’applausometro s’impenna almeno tre volte. Al “non vogliamo morire come Gianfranco Fini” dell’ideologo Lorenzo Gasperini, a “quella str…. di Ursula von der Leyen” firmato Gianni Alemanno, e quando Roberto Vannacci mette il sigillo: “L’unico voto utile è quello per Futuro nazionale”.

A Orvieto è il giorno del generale. Ma, a urne aperte a Berlino e in Pomerania, il primo a scaldare il Forum dell’Indipendenza italiana è l’unico straniero sul palco. L’eurodeputato dell’Alternative fuer Deutschland, Marc Jongen, porta l’endorsement della leader Alice Weidel per “un grande avvenire in Italia e oltre”. E scommette: “In un futuro non lontano ci incontreremo nelle responsabilità di governo”.

GIANNI ALEMANNO, POLITICO, ROBERTO VANNACCI, FUTURO NAZIONALE

Alemanno azzarda una scadenza a quell’attesa: Vannacci a Palazzo Chigi entro “dieci anni”, a patto che la nuova destra non ripeta “gli errori del passato”. Nel regolamento di conti dell’ex sindaco finisce Giorgia Meloni che “oggi fa tanto la pura”, ma ai tempi della “deriva” di An “non fece nulla”.

La sfida a destra continua quando da Fenix rimbalza l’annuncio sullo stop al burqa a scuola e sul tetto agli stranieri in classe. Il leader di FnV toglie la primogenitura alla premier: “Questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa”. La nuova destra sociale trova il modello sovranista nell’AfD.

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Gongolante per l’investitura tedesca, nella sala gremita del Palazzo del Capitano del popolo, Vannacci torna alle faccende di casa. Ignazio La Russa ha appena ribadito il “mai” insieme? “Le alleanze si fanno a ridosso delle elezioni”. E mette agli atti che, semmai, lui “non ha mai tradito gli elettori”. Sul palco, però, i guanti vengono via. “Non giochiamo a risiko e alla tombola elettorale”, scandisce, mostrando un video di Italo Bocchino che preferisce perdere piuttosto che vincere con lui.