Vannacci: “Femminicidio? Allora dovremo creare il cristianicidio. Remigrazione? Chi non si assimila tornerà nel suo Paese”

“Si sta cercando di inserire l’omofobia come se compiere un reato contro un omosessuale sia più grave che contro un eterosessuale. Non può essere”. Lo afferma Roberto Vannacci in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere del Veneto, tornando su uno dei temi al centro del dibattito politico e giuridico.

Le parole di Vannacci

Riferendosi poi alle sue precedenti dichiarazioni sul femminicidio alla costituente di Futuro Nazionale, Vannacci aggiunge che “lo scopo del diritto penale è conferire una pena da scontare al colpevole non rieducare la società. Creo un allarmismo, faccio credere che l’uccisione delle donne è un’emergenza sociale. Ma non è così, lo dicono le statistiche europee, noi siamo tra i Paesi più virtuosi in Europa per uccisione di donne. Sono molto più frequenti nei Paesi del Nord Europa. Se tipizzo questi reati in base alla vittima, dovrò creare il reato di cristiancidio”.

Sul tema dell’educazione affettivo-sessuale nelle scuole come strumento di prevenzione del femminicidio, Vannacci sostiene che “in Nord Europa dove l’educazione sessuale viene fatta da anni, gli omicidi di donne sono più numerosi che in Italia”, e aggiunge che la risposta dovrebbe essere quella di “crescere uomini forti e non deboli. Per me la cultura patriarcale è l’uomo che si prende carico della famiglia, che la protegge, che protegge le donne in quanto esseri fisicamente più deboli rispetto all’uomo. Uomini educati a reggere la frustrazione, capaci di cadere e rialzarsi”.

L’ex generale ribadisce inoltre che “uccidere una persona è sempre sbagliato”, ma che “ci sono tante caratteristiche che vengono a essere prese in considerazione: il movente, lo stato d’animo passionale dell’assassino… Tant’è vero che in Italia, per l’infanticidio, la pena è più lieve perché si prende in considerazione la debolezza della madre che arriva a tanto”.

Sul tema dell’immigrazione e della cosiddetta “remigrazione”, chiarisce che non riguarda “chi viene da noi a lavorare onestamente e si integra nella nostra società. Alla fine della prestazione lavorativa torneranno presso i propri Paesi di origine”. E aggiunge: “gli immigrati che lavorano in Italia non pagano le nostre pensioni, pagano le loro. E a chi non si è assimilato alla società nella quale è stato ospite per 40 anni non verrà rinnovato il permesso di soggiorno, e tornerà nel suo Paese d’origine”.

Infine, sulle proposte economiche, Vannacci parla di “un’aliquota fiscale unica per le Pmi come per le Partite Iva”, oltre a “sburocratizzare la bilancia fra debiti e crediti delle Pmi”, “defiscalizzazione per gli esercizi commerciali nei borghi di meno di 1.000 abitanti” e “defiscalizzare degli investimenti nell’impresa e ripartizione del capitale dell’impresa nei confronti dei dipendenti”.

Sul presunto “tradimento” nei confronti della Lega, conclude: “sono sempre stato coerente, in Veneto ho preso 73mila preferenze alle Europee, sono stato votato io, non la Lega. Che, peraltro, è sovranista a settimane alterne”.

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