Verso il futuro con la società dell’abbastanza

zen Thich Nhat Hanh

Il maestro zen Thich Nhat Hanh, in un libro curato dai suoi allievi, propone un’etica fatta di lucidità, compassione e coraggio. Tante le affinità con l’ambientalismo

Dal mensile – Imparare dal Buddismo come salvare la Terra con un manuale pret-à-porter: grazie alle parole di un maestro zen vietnamita scopriamo quanto sia profonda la saggezza degli antichi e quanto possa esserci utile nei tempi incerti che attraversiamo. E che ci chiamano con forza a fare la nostra parte.
Thich Nhat Hanh è un esule che da decenni insegna meditazione. Insieme alla costruzione di comunità di pratica in varie parti del mondo, porta avanti iniziative di pace e giustizia fin dalla guerra nel suo Vietnam, che l’ha costretto a emigrare. A curare il suo ultimo libro, Lo Zen e l’arte di salvare il pianeta (tradotto e portato nelle librerie italiane da Garzanti), sono stati i suoi allievi, che lo chiamano affettuosamente Thay. E che hanno voluto dare un contributo alla diffusione dei preziosi insegnamenti del loro maestro. Al centro, e non poteva essere altrimenti, troviamo l’ottuplice sentiero insegnato da Siddharta Gautama: ogni cosa è interconnessa, transitoria e degna d’amore. È questo il fulcro della visione che il principe indiano scelse di donare al mondo per liberarlo dalla sofferenza. Prendendo il nome di Buddha, ovvero “il risvegliato”.

Quelli di Thay sono concetti e insegnamenti che hanno molte affinità con l’ambientalismo e con l’ecologia profonda. In realtà, però, si radicano in un sapere antico, non appannaggio della sola cultura orientale, che riecheggia anche nella tradizione ebraico-cristiana e in quella filosofica occidentale. Non è insomma un caso che sia proprio intorno all’interdipendenza – la stessa parola al centro delle giornate che alcuni anni fa organizzava Legambiente – che si snoda l’enorme riflessione di ecologia integrale contenuta nell’enciclica del 2015 di Papa Francesco “Laudato si’”.

libro zen Thich Nhat HanhGrazie a questo nuovo modo di vedere, di vivere e di stare assieme, l’insegnamento di Thich Nhat Hanh delinea nelle pagine del testo una nuova etica globale, fatta di lucidità, compassione e coraggio di fronte ai mali del nostro mondo. Ed è questa etica nonviolenta a chiederci di andare verso una società “dell’abbastanza”, grazie alla trasformazione dei nostri stili di vita (a partire dall’alimentazione) e alla pratica dell’ascolto profondo, una tecnica di riconciliazione quest’ultima che pare abbia ricoperto un ruolo fondamentale anche nella firma degli Accordi di Parigi per il clima.
L’insegnamento di Thay ci spinge così a prenderci cura di noi stessi, coltivando la responsabilità al fine di poter fare la nostra parte. Una verità e una pratica, la sua, per imparare ad aprirsi alla meraviglia del mondo e diventare, ognuno di noi, un Buddha. Per dare alla pace e all’ambiente una chance.

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