VOTO ROUSSEAU SU GOVERNO DRAGHI OGGI 11 FEBBRAIO/ Quesito M5s voluto da Beppe Grillo

Oggi 11 febbraio dalle ore 10 alle ore 18 sulla piattaforma online Rousseau, gli iscritti M5s potranno esercitare il proprio voto sull’eventuale supporto ad un Governo presieduto dal Presidente incaricato Mario Draghi: dopo le ultime 24 ore di tensioni e spaccature interne al Movimento 5Stelle e dopo che Beppe Grillo aveva di fatto “congelato” la votazione sulla piattaforma gestita da Davide Casaleggio, la situazione si “sblocca” nella serata di ieri quando alle ore 20 sul Blog delle Stelle compare l’annuncio del voto che avrebbe dovuto tenersi già da ieri mattina. «Il Garante, il Capo politico, i Presidenti dei gruppi di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle hanno partecipato alle consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi, al fine di capire se ci siano le condizioni per sostenere un Governo a sua guida.

La delegazione ha riscontrato una concordanza col presidente incaricato di porre, come tema prioritario, la transizione ecologica ed energetica del Paese. Per rendere concreta questa prospettiva, il MoVimento ha proposto l’istituzione di un Super Ministero per la transizione Ecologica, che sia centrale nell’azione di governo», scrive il capo politico reggente Vito Crimi nell’annunciare il voto con quesito su Rousseau. C’è stata una comune volontà di proseguire il lavoro fatto dal Governo Conte sui progetti del Recovery Plan, spiega ancora il leader pro-tempore del Movimento, ribadendo il no secco al MES e la volontà di non modificare la riforma sulla prescrizione adottata con Pd e LeU: infine, spiega Crimi «Il Presidente Draghi ha sostenuto l’importanza del Reddito di Cittadinanza, dichiarando la volontà di rafforzare ulteriormente questo strumento. Si è trovata una comune visione sul ruolo dell’intervento pubblico in economia, necessario per sostenere la crisi di molti settori produttivi, sopraggiunta a causa della pandemia».

IL QUESITO DELLA PIATTAFORMA ROUSSEAU

Per tutti questi motivi e con queste premesse fatte dai vertici M5s, ecco il quesito ufficiale lanciato sulla piattaforma Rousseau che oggi vedrà le votazioni in 8 ore (invece che le 24 iniziali previste per il voto annunciato in origine il 10 e 11 febbraio, ndr):

«Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?».

Come ricorda il regolamento interno del Movimento 5 Stelle, potranno votare solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato. Ciascun iscritto può verificare il proprio stato di iscrizione facendo login e controllando il bollino colorato accanto al nome (in alto a destra): se il bollino è verde l’utente è certificato e abilitato al voto. Schierati a favore del sostegno al Governo Draghi oltre al garante M5s Beppe Grillo anche il reggente Vito Crimi, il Ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio e il resto della componente di Governo che faceva parte del Conte-bis: contrari invece Alessandro Di Battista, gli ex Ministri Danilo Toninelli e Barbara Lezzi ma anche una nutrita componente dei parlamentari grillini affatto convinti della buona riuscita di un Governo assieme a Berlusconi e Salvini e con Premier l’ex Governatore BCE.

COME SI È SBLOCCATA LA “PARTITA” SU ROUSSEAU

In attesa dei risultati che con ogni probabilità questa sera permetteranno al Premier incaricato Mario Draghi di formulare tutte le dovute conseguenze del caso (e salire tra stasera e domani al Quirinale per sciogliere la riserva sulla nascita del Governo), occorre fare un passo indietro per capire cosa abbia “sbloccato” la trattativa interna al Movimento 5Stelle sul voto Rousseau per il sostegno o meno all’esecutivo Draghi. Dopo le consultazioni di martedì, Beppe Grillo aveva lanciato in un video social la sua posizione in merito alle votazioni, chiedendo pazienza agli iscritti e proponendo di aspettare le parole di Draghi per capire quanto avesse accettato le condizioni poste dalla delegazione M5s: in questo modo, il voto su Rousseau – previsto per ieri e oggi – è stato sospeso, fomentando le ire della base grillina che in forma importante si è espressa negli scorsi giorni contraria all’appoggio per un Governo con Lega e Forza Italia. Una fonte interna al M5s al Sussidiario.net ha spiegato che il voto sulla piattaforma è stata una decisione di Davide Casaleggio per mettere in evidenza la “bocciatura” sonora che la base M5s avrebbe determinato contro il loro stesso garante Beppe Grillo; al netto dei retroscena, non sono state poche le voci ieri tra i pentastellati che lamentavano sia il Governo Draghi che il “diktat” di sospensione del voto sull’esecutivo. Poi però 3 indizi hanno portato rapidamente allo “sblocco” dell’impasse: in primis, una telefonata tra Grillo e Draghi che avrebbe favorito una maggior possibilità di accordo politico su alcuni punti del programma presentato dal M5s.

In secondo luogo, la dichiarazione della presidente WWF Italia Donatella Bianchi all’uscita delle consultazioni con il Presidente incaricato: «La buona notizia su cui abbiamo insistito tutti è che ci sarà il ministero della Transizione ecologica dove le competenze saranno concentrate. Siamo stati favorevolmente colpiti dalla centralità data da Draghi alla questione ambientale e dall’ottica di sguardo di prospettiva di centralità nella trasformazione verde che, ci ha detto, dovrà essere trasversale alle altre politiche». Proprio quel ministero richiesto da Grillo nelle consultazioni di ieri con il Capo del Governo futuro. Da ultimo, le parole dell’ex premier Giuseppe Conte che alla Camera sostiene «Se fossi iscritto a Rousseau voterei sì al governo Draghi perché il Paese è in una situazione, in tale condizioni e con tali urgenze che comunque è bene ci sia un governo». La “campagna elettorale” di Grillo e Crimi per convincere la base delusa sul sostegno giusto a Draghi è dunque poi stata del tutto evidente nel post apparso sul Blog delle Stelle in serata: ora la parola agli iscritti, con gli esiti che comunque potrebbero non “sconvolgere” la nascita del Governo visti i numeri in Parlamento comunque favorevoli anche senza l’appoggio totale del Movimento 5 Stelle (qui gli scenari).

© RIPRODUZIONE RISERVATA