Wilma De Angelis è morta a 96 anni. A dare l’annuncio suo nipote, Fabio De Angelis, con poche parole su Facebook: “Ciao, zia Wilma, le tue canzoni e la tua gioia di vivere scalderanno sempre il cuore. In questo momento abbiamo il cuore a pezzi, hai vissuto una vita degna di essere vissuta! Ciao, zia, alla prossima vita”. Già dal saluto di uno dei suoi affetti più cari si intuisce che De Angelis non ha vissuto una vita sola. La carriera ha attraversato diverse fasi e momenti, tutti importanti e determinanti.
Gli inizi come cantante, una voce melodiosa e profondamente intonata che dava agio a testi costruiti per l’occasione, le canzoni d’autore avevano bisogno anche di leggerezza. Quindi ricordiamo brani come Patatina. La canzone, presentata nel 1961 sul palco dell’Ariston, fece subito scalpore per l’epoca. De Angelis, con garbo, simpatia e un pizzico d’irriverenza riusciva a dire – e cantare – qualunque cosa. Altri brani celebri in tal senso sono stati Quando vien la sera, con Joe Sentieri, Non costa niente al fianco di Johnny Dorelli, e Se passerai di qui con Flo Sandon’s.
Dalle canzoni alla televisione
La svolta ulteriore arriva negli anni Settanta, quando Paolo Limiti le propose di condurre un programma di cucina su Telemontecarlo. Telemenù viene lanciato sugli schermi come una novità assoluta. Correva l’anno 1979. La trasmissione è andata avanti fino al 1987. Prima, sempre con Wilma De Angelis, c’erano stati La parola d’oro e il bolero della sera. La novità, in quegli anni, era la cucina. Le telecamere entravano, per la prima volta, in un ambiente casalingo non solo per un’intervista o un reportage. Le ricette diventano grammatica televisiva e spunto catodico.
Gli ascolti premiano una donna che, dopo una buona parte della vita professionale trascorsa a cantare, sceglie di reinventarsi mettendo proprio quel ritmo e armonia (che ha sempre avuto e conservato) al servizio dell’utente medio. Quello che piaceva di più ai telespettatori era proprio il piglio rassicurante che De Angelis sapeva garantire in diretta. Oggi i programmi di culinaria sono dedicati in prevalenza alla competizione, un tempo non troppo lontano si cucinava esclusivamente per il piacere di farlo.
Il cooking show diventa realtà
Non c’erano dispute, non esistevano gare tra cuochi e lo show si faceva soltanto con l’ambizione di condividere una ricetta ed esportare un metodo. Era una televisione più garbata e meno pressante. Seguirono altri esempi sul genere di Telemenù: Sale, Pepe e…Fantasia, A pranzo con Wilma e Complimenti allo Chef. Gli anni Novanta hanno successivamente portato De Angelis a diventare un riferimento del settore culinario in tv, proprio perchè la sua capacità di farsi apprezzare e capire riusciva a catturare qualsiasi tipo di pubblico.
Arrivarono dunque altre opportunità professionali con Wilma e contorni, Alle due su Raiuno e Mezzogiorno in Famiglia che ha portato Wilma De Angelis in primo piano agli albori del nuovo millennio. L’ultima esperienza televisiva risulta essere Domenica In. La stagione era quella del 2010-2011. Poi ha concesso soltanto qualche ospitata nel corso degli anni, celebri le incursioni nella cucina di Benedetta Parodi su La7 con I menù di Benedetta.
La rivoluzione di Wilma De Angelis
Il punto focale, più che gli anni di ribalta, è stato l’estro di sapersi mettere in gioco all’interno di narrazioni televisive sconosciute per l’epoca. De Angelis stessa ha raccontato che, quando le proposero con Paolo Limiti a fare da mediatore e consulente, di occuparsi di cucina rispose incuriosita ma anche leggermente titubante. Il timore era quello di risultare eccessivamente imbrigliata: le era stato chiesto di comportarsi come avrebbe fatto dentro casa propria, ma tra gli anni ’70 e ’80 entrare di soppiatto nelle cucine d’Italia rappresentava ancora l’accesso a un’intimità tutta da scoprire.
Quindi la voce calma e particolarmente affabile di Wilma De Angelis ha metaforicamente e concretamente scardinato una parete televisiva inesplorata. Lei resta, senza timore di smentita, la pioniera del cooking show. Quando lo show era ancora da scoprire, ma c’era soltanto una voglia di cucinare e raccontarsi. Da questo punto di partenza sono arrivati anche alcuni libri come la collana di volumi In cucina con fantasia (1993-1996), oppure Buongiorno con Wilma (1998) e Wilma&contorni – Le ricette con segreto di Wilma De Angelis (2005).
Un racconto televisivo in divenire
Un racconto che, nel tempo, è proseguito con contenuti e formati specifici. Magari più approfonditi, persino maggiormente competitivi e strutturati, in grado di strizzare l’occhio ai grandi spettacoli americani. In Italia, però, la cucina in televisione avrà sempre un nome: Wilma De Angelis. La sola in grado di rompere un tabù sfatando gli stereotipi con allegria, spontaneità e un pizzico di rischio. Forse la ricetta del successo è, davvero, tutta qui.