Zoff consiglia il colpo: «Dibu Martinez fa i balletti ma para come Dio comanda. La Juve è sulla strada giusta, su Berardi…»

Zoff, ex portiere della Juve, ha parlato così del momento vissuto dal club bianconero. Le sue dichiarazioni

Portiere per 11 anni, dal 1972 al 1983, allenatore per due, dal 1988 al 1990: Dino Zoff ha legato il suo nome alla Juventus e oggi la guarda da lontano con affetto. Ecco le sue parole a Tuttosport, in un’intervista esclusiva.

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SEGUE IL MONDIALE «Naturalmente! Anche se siamo solo all’inizio, ho già adocchiato un paio di squadre tra le meno quotate che potrebbero arrivare fino in fondo».

MANCA LA JUVE ALLA NAZIONALE «Direi di sì, ma è solo una parte di un problema più esteso. Non esagererei nell’esaltarlo. La Juve, storicamente, ha sempre rappresentato molto per la nostra nazionale. Negli ultimi anni questo aspetto si è un po’ perso, ma non è mai troppo tardi per rimediare».

FRATTESI, LIBERALI, LEONI «Sono tutti buonissimi giocatori, di prospettiva. Ma la discriminante sta tutta nel capire se possano inserirsi bene nel calcio di Spalletti. Se possano convivere con la base organica della Juve».

LE FONDAMENTA DELLA ROSA «Che sono buone, in ogni zona del campo. Se arriveranno i giusti innesti potranno alzare il livello. Ma credo che la società sia sulla strada giusta per costruire un organico da Champions e, chissà, magari pure da scudetto».

SI ASPETTAVA LA JUVE SESTA «A dir la verità no. Sapevo che non sarebbe stato semplice qualificarsi in Champions. Con Spalletti i bianconeri hanno inscenato una rincorsa notevole, se consideriamo dove si trovavano prima del suo arrivo. Lucio è un grande allenatore e penso che abbia fatto il possibile. Specie con Vlahovic ai box per gran parte della stagione. L’impressione è che non avessero piena consapevolezza della loro forza».

BERARDI HA PERSO IL TRENO PER UNA BIG «Assolutamente no. Nel contesto di una Juve ambiziosa può dire ancora la sua. È un ottimo giocatore e dubito che possa avere problemi a calarsi nella parte».

DIBU MARTINEZ «Alla Juve conta il risultato e i giocatori sono liberi di fare quello che vogliono in campo, a patto che diano il proprio contributo alla causa. Non importa se un portiere è eccentrico o schivo: basta che sappia parare come Dio comanda. E l’argentino ha dimostrato di saperlo fare in Premier come in nazionale. Mi esalta».

VICARIO «Ripeto: non voglio sostituirmi a chi si occupa di mercato perché non ho alcuna qualifica per poterlo fare. L’azzurro certamente mi piace: è un portiere completo e credo che l’esperienza in Inghilterra lo abbia fatto crescere tantissimo».