Zuppi (Cei): le passioni tristi sono bulimiche dell’io

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Rimini, 21 ago. (askanews) – Le “passioni tristi della nostra generazione” sono quelle “piene di agitazione per l’io, quelle che prendono, quelle bulimiche dell’io, dell’individualismo, che hanno un’amplificazione digitale”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Zuppi, all’incontro “Una passione per l’uomo” al Meeting di Rimini.

“La passione per l’uomo invece – ha aggiunto il card. Zuppi – è ciò che al contrario mi fa trovare me stesso perché incontro gli altri, è quella che apre l’individualismo nell’incontro con il prossimo, un incontro che non è dimostrativo ma generativo. La passione per l’uomo non è una passione da laboratorio”.

Nel suo intervento il presidente della Cei ha ricordato il suo ultimo incontro con il fondatore di Comunione e liberazione: “mi ricordo la passione di don Giussani. Per lui la passione per l’uomo era la ragione della sua vita. L’ultima volta che l’ho visto era durante un incontro con tutti i movimenti, con Giovanni Paolo II, a Pentecoste, dove tenne un discorso sull’essere mendicanti”. Poi “nel 1981 ci fu in incontro a Sant’Egidio con Giussani, il card. Martini, il presidente dell’Azione cattolica Monticone e Pietro Scoppola. Era chiara la passione di Giussani per una presenza che fosse viva, non lontana dalla concretezza della vita”.