In “Patria”, graphic memoir di Bruna Martini, il racconto dell’educazione di una bambina durante il fascismo diventa una preziosa indagine storica che riguarda l’Italia intera
Dal mensile di aprile – Classe ’32, Graziella Mapelli è una bambina di Trezzo sull’Adda (Bg) costretta a crescere troppo in fretta in un’epoca dominata dalla guerra e dal furore ideologico. La scuola, il tempo libero, lo sport, l’abbigliamento, le manifestazioni, le trasmissioni radiofoniche: ogni singolo aspetto della sua vita sembra costruito per rubarle l’infanzia e soprattutto per contribuire al suo processo di indottrinamento al credo fascista. Così Graziella impara in fretta che il Duce è il faro dell’Italia. E capisce presto che il ruolo delle donne è quello di restare in casa a cucinare e sbrigare le faccende domestiche. Presto cominciano però a sorgere i primi dubbi: le leggi razziali, l’entrata in guerra, gli uomini spediti al fronte a cui scrivere lettere e mandare pacchi, la tavola vuota senza capirne il perché. Le bombe.

Le tavole più forti del graphic memoir, ancora di più oggi che assistiamo alle immagini della devastazione in Ucraina, sono quelle che ritraggono i bambini diretti a scuola su tram affollati, il suono assordante della sirena, la paura di restare schiacciati dal panico degli altri passeggeri, la fuga nel rifugio più vicino. Graziella in questi momenti ha però un salvagente: un amico immaginario che le tiene la mano dalle prime battute del libro. Sarà lui a tenerle compagnia mentre si nasconde in cantina, a inventare giochi quando sono nella lunga e noiosa coda al mercato nero. E sarà sempre lui a portarla alla presa di coscienza più importante. A farle capire dov’è il male. D’altronde, all’inizio della loro amicizia le ha imposto una regola soltanto: “Comportati bene e staremo sempre insieme”.
Attraverso ricordi personali e pagelle, articoli di giornale e libri di testo, foto e cartoline d’epoca, come lei stessa racconta in queste pagine, la nipote Bruna Martini ricostruisce tavola dopo tavola l’infanzia di zia Lella, oggi novantenne, immergendosi nell’album di famiglia che diventa una preziosa e originalissima indagine storica sull’intero Paese. Adatta a lettori grandi e piccoli. In tempi dominati dal desiderio di governi autoritari e segnati dal terrore di nuovi conflitti mondiali, Patria, crescere in tempo di guerra è una testimonianza che vuole offrire un contributo alla discussione sul fascismo e le sue tecniche di propaganda, per riconoscerle e imparare a combatterle. In ogni tempo, a ogni latitudine.
Bruna Martini: identikit
Bruna Martini, nata a Lecco, scrive e disegna fumetti, realizza video di animazione e reportage fotografici, gira documentari per organizzazioni umanitarie. I suoi lavori sono stati presentati a numerosi festival di animazione nazionali e internazionali e i migliori raccolti su brunamartini.com. “Patria. Crescere in tempo di guerra” è la sua prima pubblicazione con BeccoGiallo.