Articolo di Fiorentino Marco Lubelli – 12 Febbraio 2025
Collaboratore di Attività Solare
Siamo stati criticati per avere paventato una certa resistenza del lobo siberiano del VP in progressivo isolamento in Europa nord orientale nei prossimi giorni, ad essere spazzato via dalle westernlies. Le solite “sparate” del modello americano avevano convinto la maggior parte degli osservatori meteo in rete che il flusso atlantico avrebbe avuto la meglio sulla circolazione gelida russa. Non sarà cosi, e lo stesso GFS12 oggi inizia a paventare molto più che una “toccata e fuga” per il gelo che interesserà il “Vecchio Continente” nei prossimi giorni. Questa sera, mancando l’aggiornamento del modello europeo, ci affideremo, oltre che alle previsioni consuete a 120 ore dei modelli GFS e GEM, al diagramma spaghetti del modello americano ed a una interessante mappa stratosferica sul lungo termine. Ma partiamo dal breve termine perché ci sono importanti novità per il prossimo weekend.
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Ecco la più corposa irruzione artico marittima della stagione in arrivo per venerdì con possibili nevicate su Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo oltre i 500 m di quota, localmente anche più in basso, come si può evincere dalle cumulate MOLOCH relative al modello GFS12.
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Le nevicate interesseranno dapprima il Veneto ma si concentreranno ancora una volta sull’Emila-Romagna dove saranno diffuse ed abbondanti sui crinali oltre i 500 m, nelle prime ore di sabato con il passaggio del fronte freddo potrebbero interessare l’Emilia orientale e la Romagna anche a quote più basse. Ma questo sarà solo l’inizio di una fase davvero fredda del tempo in Italia e lo vediamo dal diagramma spaghetti di GFS12 di questa sera.
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Ecco il cambiamento drastico del medio lungo termine del modello americano con la media delle perturbazioni che precipita sui -5 gradi a metà della prossima settimana con molti spaghi che vanno sotto i -10 gradi. Qualcosa davvero bolle in pentola? Vediamo perché.
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Inizia a prendere forma negli aggiornamenti serali dei modelli matematici quello che dicevamo ieri. Le masse d’aria fredda in entrata in Europa si isoleranno formando un vero e proprio muro gelido contro cui le correnti occidentali sembrano letteralmente “sbattere contro” risalendo verso nord invece che sfondare verso est. Ciò determinerà probabilmente una severa ondata di gelo su Balcani, Grecia e Turchia ma non possiamo escludere che l’influenza, per ora marginale sull’Italia delle masse d’aria fredda, possa tramutarsi in qualcosa di più nel corso della settimana, infatti non si può escludere l’attivazione di circolazioni secondarie, questa volta gelide, come abbiamo già visto più volte quest’anno. Per il momento possiamo prevedere la settimana più fredda dell’inverno infatti l’Italia rimarrà sotto l’influenza delle correnti orientali di estrazione gelida continentale per diversi giorni con la possibilità che l’assenza di vento determini temperature minime di tutto rispetto soprattutto in Val Padana. Insomma il gelo resta dietro l’angolo come abbiamo detto ieri e anche il lunghissimo termine ci propone sconvolgimenti in alta stratosfera che potrebbero determinare nuove crisi del VP.
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L’ESE COLD termina ormai la sua influenza sul VP e anche a 10 Hpa iniziano a vedersi chiari i segni di un nuovo stratwarming con bilobazione del VP che promette un lungo periodo di instabilità per la “trottola polare”. Insomma dopo 15 giorni miti anche se dinamici la seconda parte del mese rischia di essere quella più fredda dell’inverno…arriverà la neve in pianura? Le possibilità ci sono tutte.
Fonte: Progetto Scienze
Fonte: INIZIA DA VENERDÌ IL PERIODO PIÙ FREDDO DELL’INVERNO (Autore: Enzo Ragusa)
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