Roma, 27 ottobre 2025 – Insegnante, gallerista, medium, informatico e finti giornalisti: i profili dei dieci imputati nel caso della presunta transessualità della first lady francese, Brigitte Macron sono quelli di otto uomini e due donne di mezza età, tra i 40 e i 60 anni, vicini agli ambienti complottisti.
Dalle 13.30 di lunedì 27 ottobre fino a martedì 28 ottobre, dovranno rispondere davanti al Tribunale di Parigi di una serie di “commenti offensivi sul genere e sulla sessualità di Brigitte Macron, nonché sulla differenza di età [24 anni] con il marito, presentata come se si trattasse di pedofilia”, afferma la procura. Brigitte Macron aveva sporto denuncia ad agosto 2024. Gli accusati rischiano fino a due anni di carcere.
Un campione ristretto ma rappresentativo delle centinaia di persone che, dal 2017 a oggi, hanno condiviso la fake news, dal momento che sarebbe impossibile per la giustizia francese perseguirli tutti.
Il profilo degli imputati
Tra i dieci profili sul banco degli imputati, il più noto è Aurélien Poirson-Atlan, in arte ‘Zoé Sagan’, un professionista della comunicazione di 41 anni, un tempo molto seguito su X da politici, cantanti e attori prima della sospensione del suo account. Zoé Sagan era conosciuta per aver diffuso i video compromettenti di Benjamin Griveaux, ex candidato alle elezioni comunali di Parigi nel 2020, costretto a ritirarsi.
Poirson-Atlan si era dato la missione di “denunciare” sui social il mondo dei ricchi, delle personalità politiche, dell’universo della moda, dei media e del cinema, insomma l’élite del Paese.
Un altro volto noto è quello di Bertrand Scholler, gallerista d’arte parigino di 56 anni, tipico complottista: contrario ai vaccini e alle mascherine durante la pandemia, dal 2021 è diventato portavoce della propaganda russa nel conflitto in Ucraina. Scholler si considera un De La Fontaine dei tempi moderni, che invoca “la libertà di pensare e interrogare il mondo in cui viviamo”.
Torna in tribunale anche Delphine Jégousse, conosciuta con lo suo pseudonimo di Amandine Roy, “giornalista” e “medium”, una delle principali figure ad aver sparso la voce secondo cui la première dame sarebbe, in realtà, suo fratello Jean-Michel Trogneux, nato nel 1945.
Amandine Roy era già stata condannata in primo grado per diffamazione in un altro processo insieme a Natacha Rey, una dei Gilet gialli della prima ora che aveva contattato più volte la piattaforma d’inchiesta francese Mediapart, sostenendo di possedere informazioni sulla vera identità della first lady. Entrambe erano state assolte il 10 luglio 2024 in Corte d’Appello. Brigitte Macron e il suo vero fratello Jean-Michel Trogneux avevano allora promesso di portare il caso Cassazione.
Una delle fake news più virali al mondo
Le voci secondo cui la moglie del presidente sarebbe nata uomo si erano diffuse durante la crisi dei Gilets gialli, amplificate dalla galassia complottista, per poi diventare virali a inizio gennaio 2025, dopo un tweet di Candace Owens, un’influencer statunitense di 36 anni vicina alle posizioni MAGA (Make America Great Again) e seguita da 17 milioni di follower sui social.
Ostile al movimento “Black Lives Matters”, Owens nega l’esistenza dei dinosauri e lo sbarco sulla Luna. All’inizio dell’anno ha lanciato una serie di otto episodi di un video-podcast intitolato “Becoming Brigitte”.
Il podcast si basa sull’omonimo libro scritto da Xavier Poussard, autoproclamato giornalista investigativo che aveva cominciato a diffondere la notizia nel 2021, in una newsletter mensile Faits & Documents, del polemista antisemita Alain Soral, condannato per incitamento all’odio razziale.
Ormai residente a Milano, Poussard ha pubblicato il suo libro su Amazon il 21 febbraio 2024, divenuto in breve tempo una delle migliori vendite del gigante del commercio online. “Becoming Brigitte” riprende ampiamente il lavoro di Natacha Rey, sulla presunta sostituzione tra Brigitte e il fratello Jean-Michel Trogneux dopo la morte della prima nell’infanzia.
Oggi, la fake news secondo cui Brigitte sarebbe un uomo è una delle più virali al mondo, raggiungendo quasi un miliardo di persone, in quella che appare sempre di più come un’operazione di destabilizzazione. Come spiega il giornalista esperto di fake news Thomas Huchon in un documentario di BFMTV diffuso il 26 ottobre, “al pubblico americano non interessa la first lady francese, ma il presidente che difende i pedofili: è questo che appassiona la sfera trumpista negli Stati Uniti”.
Da Michelle a Brigitte, il business della transvestigazione
Brigitte Macron non è l’unica donna di potere ad essere accusata di essere un uomo: la stessa sorte è toccata in passato alla premier neozelandese Jacinda Ardern, alla first lady spagnola María Begoña Gómez Fernández, moglie del premier socialista Pedro Sánchez e persino a Michelle Obama. Quello della “transvestigazione” sulle donne di potere – la teoria secondo cui molte donne al potere sarebbero in realtà uomini trans – è un business complottista milionario, ampiamente diffuso negli Stati Uniti.
Per la coppia presidenziale francese è quindi giunto il momento di mettere a tacere una “campagna di umiliazione mondiale”. I Macron avevano denunciato, a luglio 2024, Candace Owens davanti alla Corte suprema del Delaware, negli Stati Uniti, fornendo alla giustizia americana delle prove sul genere di Brigitte Macron. Candace Owens rischia un risarcimento da milioni di dollari, ma poche settimane fa ha annunciato il lancio della seconda stagione della serie “Becoming Brigitte”.