Kasia Smutniak attaccata dai cattolici polacchi: “È pro-aborto, non può interpretare la Madonna”

“È favorevole all’aborto, non può interpretare la Vergine Maria”. Con questa frase, rilanciata dal sito conservatore PolskiiRadi.pl, si è accesa la miccia della polemica che in queste settimane infiamma la Polonia. Nel mirino: Kasia Smutniak, attrice polacca da anni in Italia, scelta da Mel Gibson per il ruolo di Maria ne ‘La Resurrezione’ sequel de ‘La Passione di Cristo’. Scopriamo di più.

Kasia Smutniak diventa un ‘caso politico’

In sostanza, per i settori più conservatori del cattolicesimo polacco, l’attrice sarebbe “moralmente inadatta” a incarnare la Madre di Cristo per le sue dichiarazioni pubbliche a favore del diritto all’aborto e contro le leggi restrittive del suo Paese. A rendere la vicenda ancora più incandescente è stato l’intervento di alcuni esponenti del partito Diritto e Giustizia (PiS), formazione di destra vicina al presidente Andrzej Duda, che avrebbero scritto alla produzione del film per manifestare la propria contrarietà.

“È una questione di coerenza morale e rispetto per i valori cristiani”, ha dichiarato un deputato conservatore. Dietro lo sdegno si nasconde una tensione più profonda tra un Paese che ancora si dichiara profondamente cattolico e una generazione di donne che rivendica libertà di scelta, diritti civili e autodeterminazione. In Polonia, infatti, l’aborto è consentito solo in casi eccezionali, vale a dire quando è in pericolo la vita o la salute della donna o quando la gravidanza deriva da stupro.

La resurrezione della Passione di Cristo

Un ‘conflitto’ culturale che non è nuovo in Polonia

Non è la prima volta che figure pubbliche femminili vengono “punite” per essersi discostate dal modello cattolico tradizionale. Nel 2013, la tennista Agnieszka Radwańska (considerata all’epoca una sorta di eroina nazionale) fu travolta dalle critiche dopo aver posato nuda per un servizio fotografico sportivo su ESPN Body Issue.

La Federazione dei giovani cattolici la espulse dal gruppo di testimonial religiosi, definendo le sue foto “immorali e incompatibili con i valori cristiani”. Allora come oggi, il bersaglio è sempre lo stesso: l’idea che una donna possa essere libera di esprimersi, di scegliere.

Cosa sappiamo su ‘La Resurrezione’

Dopo oltre vent’anni da ‘La Passione di Cristo’, Mel Gibson torna dietro la macchina da presa con il sequel che racconterà le ore e i giorni successivi alla crocifissione di Gesù. Le riprese, iniziate tra Cinecittà, Matera e la Puglia, vedono il ritorno di Jim Caviezel nel ruolo del Messia e un cast rinnovato con Riccardo Scamarcio nei panni di Ponzio Pilato e, come detto, quello Kasia Smutniak nel ruolo di Maria. Un film sontuoso che promette di intrecciare fede, visione mistica e riflessione politica, concentrandosi sugli eventi che portarono alla nascita della Chiesa. La produzione, top secret nei dettagli, punta a un’uscita nel 2026. Gibson, senza mezzi termini lo ha definito: “il film più complesso e spirituale della mia carriera”. Da parte sua il regista, almeno per il momento, non ha commentato la polemica che ha investito Kasia Smutniak nei panni di Maria. Ma una cosa è certa: ben prima che esca nelle sale il film, che racconta la storia della Resurrezione, è già diventato un caso.