La stanza segreta sotto la collina: il mistero che riemerge in Scozia

Perth, 6 novembre 2025 – Ci sono ‘gioielli archeologici’ nascosti nelle profondità marine o sotto metri di sabbia, questo invece era nascosto da pochi centimetri di terra in una anonima collina scozzese. Durante i lavori preliminari per la costruzione di una nuova strada, nuova Cross Tay Link Road, sono stati individuati i resti di un fortino dell’Età del Ferro. Il sito, conosciuto oggi come Broxy Kennels Fort, non era visibile da tempo: solo alcune vecchie foto aeree degli anni Sessanta avevano lasciato intuire la sua possibile esistenza. Ma l’aspetto più sorprendente di questo ritrovamento è un altro. Ecco quale.

La stanza che non doveva esserci

L’elemento che ha catturato l’attenzione è una camera sotterranea, costruita con pietre posate e un pavimento accuratamente lastricato. Un ‘souterrain’: una struttura tipica della Scozia preromana, ma ancora oggi difficile da interpretare. Si tratta di gallerie o camere in pietra semi-interrate, spesso lunghe e strette, costruite con muri a secco e talvolta pavimentazioni. Sono datate generalmente tra il 300 a.C. e il 200 d.C. e compaiono soprattutto nelle zone rurali. La camera misura quasi nove metri per quattro, con pareti rinforzate da massi trasportati dal vicino fiume Tay. Una costruzione accurata, pensata per durare nel tempo. Dentro sono stati rinvenuti alcuni chicchi di cereali. Troppo pochi, però, per pensare che si potesse trattare di un granaio. Le analisi chimiche non hanno rivelato né tracce di conservazione alimentare né segnali rituali evidenti. Uno spazio importante per la comunità, insomma, ma per cosa?

A cosa poteva servire questa stanza segreta

Come detto, un souterrain è una struttura sotterranea tipica della Scozia e dell’Irlanda dell’Età del Ferro. Gallerie o camere in pietra semi-interrate, spesso lunghe e strette e datate generalmente tra il 300 a.C. e il 200 d.C. Il loro scopo non è del tutto chiaro, perché non esistono testi scritti lasciati dalle popolazioni che li costruirono. Tuttavia, il fatto che si trovassero soprattutto nelle zone rurali, lascia pensare a dei magazzini per il cibo. La temperatura sotterranea stabile avrebbe permesso la conservazione, ma in molti casi non è stata trovata abbastanza traccia di grani da confermarlo.

Che si trattasse invece di rifugi in caso di pericolo?Anche questa ipotesi appare debole perché, spesso, sono spesso troppo piccoli, stretti e scomodi per soste prolungate. La teoria più affascinante è quella che li vorrebbe come spazi rituali o simbolici: luoghi “liminali”, tra mondo dei vivi e mondo dei morti, collegati a culti della terra, stagionalità e memoria della comunità. Ma forse, più semplicemente, come pensano molti archeologi è che questi luoghi abbiano avuto più funzioni diverse nel tempo.

Un insediamento vivo improvvisamente abbandonato

Il fortino era attivo tra il VI e il I secolo a.C., molto prima dell’arrivo delle legioni romane nel nord. Non era una fortezza militare nel senso moderno: era un insediamento protetto, con case circolari, fossati e terrapieni successivi. Nel terreno sono emersi resti carbonizzati di pareti in argilla e vimini, scarti di lavorazione del ferro, tracce di una piccola fornace. Una comunità organizzata, che sapeva lavorare il metallo e controllare il territorio. Poi, qualcosa cambiò. Il sito venne ristrutturato, una parte dei fossati venne colmata e il souterrain venne inserito proprio dove prima c’era un vuoto. Poi, lentamente, il villaggio cessò di vivere. Forse, scoprire perché questo insediamento sia stato abbandonato di punto in bianco o quasi potrebbe rivelare qualcosa sul reale utilizzo di una stanza segreta che, attualmente, resta un mistero. Una domanda senza risposta.