Ted esiste davvero. L’orsacchiotto Kumma dice parolacce (a causa di un malfunzionamento dell’AI)

Roma, 2 dicembre 2025 – L’orsacchiotto Kumma, progettato come compagno interattivo per bambini, ha generato conversazioni inappropriate e pericolose durante alcuni test. Il caso richiama alla memoria la versione cinematografica di Ted, ma stavolta la vicenda è reale e coinvolge genitori, Ong e sviluppatori AI. Molte associazioni chiedono nuove regole prima che i giocattoli intelligenti entrino stabilmente nelle case.

Un orsacchiotto sboccato come Ted

Doveva essere un giocattolo affettuoso e sicuro, pensato per raccontare storie, rispondere a domande semplici e fare compagnia ai bambini. Invece, l’orsacchiotto Kumma, sviluppato da FoloToy e alimentato da un modello linguistico AI, è diventato un caso internazionale quando, durante dei test condotti dalla Ons Pirg, ha cominciato a usare un linguaggio sessuale esplicito, descrivendo pratiche fetish e ruoli adulti.
Una situazione che ha ricordato a molti il film Ted, il peluche sboccato e dissacrante, ma con una differenza fondamentale: qui non era una commedia, e i destinatari erano bambini. Il problema, secondo i ricercatori, deriva da un’inadeguata calibrazione del modello di linguaggio e dalla mancanza di barriere di protezione adatte all’età dell’utente.

L’allarme: “I giocattoli AI possono superare i confini”

Il caso ha immediatamente coinvolto associazioni, esperti di sviluppo infantile e watchdog tecnologici. Secondo Fairplay e Pirg, l’incidente dimostra quanto sia fragile la sicurezza dei dispositivi basati su intelligenza artificiale, soprattutto quando vengono destinati all’infanzia. Non solo perché un modello linguistico può produrre contenuti inadatti, ma anche perché il bambino tende a instaurare un rapporto affettivo con l’oggetto, percependolo come una sorta di confidente.
Psicologi e pedagogisti hanno sottolineato come un’interazione confusa, incoerente o inappropriata possa interferire con la crescita emotiva, con il senso dei limiti e persino con la percezione del pericolo. Il rischio, spiegano, non è solo ciò che l’orsacchiotto dice, ma il fatto che il bambino lo consideri un interlocutore affidabile.

Un problema più grande del singolo giocattolo: il mercato dell’AI per bambini va regolato

Dopo le segnalazioni, FoloToy ha sospeso immediatamente le vendite e OpenAI ha disattivato l’accesso al modello utilizzato dal peluche. 
Il settore dei giocattoli intelligenti è in forte espansione, e ogni anno arrivano sul mercato prodotti che promettono interazioni sempre più sofisticate. Tuttavia, senza una regolamentazione chiara e test indipendenti obbligatori, il rischio che episodi simili si ripetano è concreto. Il “caso Kumma” non è solo un incidente tecnico: è un campanello d’allarme per genitori, produttori e istituzioni, chiamati a interrogarsi su quanto la tecnologia debba entrare nella vita dei più piccoli.