Roma, 5 dicembre 2025 – Alessandro Onorato, assessore a Roma e promotore di Progetto Civico Italia, a cosa serve questo tour che sta facendo?
“A costruire un movimento civico nazionale dentro il centrosinistra. I sindaci non sono stati solo utili a vincere le elezioni comunali o regionali, ma sono una classe dirigente abituata a risolvere problemi che hanno caratteristiche nazionali con un sano pragmatismo, scelti direttamente dalla persone e non nominati dalle segreterie. Oggi questo può servire per creare un’alternativa a Meloni”.
Cosa rimprovera all’attuale centrosinistra?
“Ci sono una serie di temi tralasciati o addirittura lasciati alla destra, la sicurezza è uno di questi. Meloni ha stravinto su questo e poi ha fallito clamorosamente. E poi l’economia: oggi stanno male tutti, anche chi un lavoro ce l’ha, dobbiamo tirare fuori una proposta concreta che tuteli le imprese, i commercianti, gli artigiani, le partite Iva, i giovani”.
Insomma, avete un candidato per Palazzo Chigi alternativo a Elly Schlein?
“Capiremo quali sono le regole della partita, se ci saranno le primarie, ovvio che ci sarà una o un candidato che rappresenterà questa rete che stiamo sviluppando da Bolzano a Caltanissetta”.
Silvia Salis è la vostra candidata premier?
“Silvia è un’ottima sindaca, ma lasciamole fare almeno per il momento la prima cittadina di Genova. Lei, Gaetano Manfredi, ma anche tantissimi altri amministratori capaci che oggi non sono volti noti”.
Qual è lo spazio politico?
“Può essere il 10% ma anche di più, considerando che il grande tema è l’astensione. Questi amministratori hanno voti, un radicamento territoriale e possono intercettare il voto d’opinione: alle ultime elezioni le liste civiche hanno preso più della somma di Avs e M5s in molte regioni, in alcuni casi, come in Calabria, addirittura più del Pd”.
Non temete di fare la fine di molti progetti sul terzo polo?
“Il terzo polo è un campionato che a noi non interessa, ininfluente, lo lasciamo a Calenda. E poi una cosa è l’imprenditore, il supermanager che si mette in testa di fare un partito in tre giorni, un’altra è una moltitudine di amministratori che oggi hanno più voti di chi sta in Parlamento. Alle ultime Europee il Pd si è retto sugli amministratori non certo sui leader nazionali”.
Passerà il 2026 a girare per l’Italia?
“Roma rimane la mia priorità, poi ogni volta che potrò girerò come un matto, sì, per creare questa rete”.