Sorgerà in Italia, nelle acque al largo di Taranto, il primo santuario marino europeo per assicurare una nuova vita ai delfini che hanno vissuto in cattività.
Ormai quasi terminata e in attesa di ospitare i primi esemplari entro maggio-giugno 2026, la struttura sarà gestita dal già esistente Rifugio dei delfini di San Paolo, frutto di un progetto ideato e in gran parte finanziato dalla Jonian Dolphin Conservation con il supporto di donatori privati e fondi pubblici europei.
Il santuario dei delfini in dettaglio
Il santuario marino per i delfini si trova nel Golfo di Taranto, vicino all’isola di San Paolo, a circa quattro chilometri dalla costa. L’area complessiva è di sette ettari, già autorizzata nel 2023 dal nostro Governo. Si tratta di uno spazio di mare riparato da venti e correnti, per questo scelto nonostante la vicinanza agli insediamenti industriali della città pugliese. Inoltre, secondo i responsabili i miglioramenti apportati alla zona costiera garantiscono oggi una qualità accettabile dell’acqua, dei sedimenti e dell’aria.
A un recinto principale di 1.600 m² se ne aggiungono uno più piccolo destinato ai trasferimenti e un altro veterinario per le quarantene, oltre a un laboratorio galleggiante. Presente anche una videosorveglianza interna ed esterna, sopra e sotto il livello dell’acqua, mentre una rete di sensori marini è direttamente collegata a una sala controllo situata a Taranto. I costi operativi stimati oscillano tra 350.000 e 500.000 euro l’anno.
Perché oggi è ancora più importante
Secondo la normativa il santuario potrebbe accogliere fino a 17 delfini, ma in un’intervista all’agenzia France-Presse il responsabile Carmelo Fanizza ha precisato che il numero effettivo sarà inferiore. Questo perché l’obiettivo non è massimizzare la capacità ricettiva, bensì selezionare un gruppo di animali con le condizioni mediche, comportamentali e sociali ideali per l’avvio del progetto.
L’iniziativa risulta particolarmente importante in questo momento storico perché risponde all’esigenza crescente di reinsediamento degli animali, indotta dalla chiusura di numerosi parchi marini in tutta Europa.
“Dobbiamo sviluppare un nuovo modello per la gestione dei delfini in un ambiente naturale ma controllato”, ha dichiarato sempre Carmelo Fanizza. Un modello che in futuro ci si augura possa essere replicato nel Mediteranno come in altri mari.
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