A San Francisco una donna ha partorito a bordo di un robotaxi Waymo

Ci sono i futuri padri che per l’ansia di fare in tempo tengono l’auto parcheggiata con il muso già rivolto verso l’ospedale e ci sono le future madri che prendono un taxi a guida automatica per andare a partorire.

A San Francisco una donna ha dato alla luce il suo bambino in circostanze decisamente insolite: a bordo di un robotaxi Waymo completamente autonomo.

Mamma e bebè portati a destinazione

Secondo quanto comunicato dalla stessa Waymo, lunedì scorso la signora stava viaggiando verso il centro medico dell’Università della California (UCSF) quando il travaglio è improvvisamente giunto al termine all’interno del veicolo. A quanto pare, il team di supporto ai passeggeri, che monitora gli spostamenti da remoto grazie a telecamere e microfoni posizionati sia all’interno sia all’esterno del veicolo, ha rilevato “attività insolite” e – dopo aver contattato la passeggera – ha allertato il 911 (l’equivalente del nostro 118) mentre il robotaxi ha continuato il tragitto verso l’ospedale.

Alla fine della corsa, il taxi autonomo ha depositato madre e neonato direttamente all’UCSF prima ancora dell’arrivo dei soccorsi. Un portavoce del centro medico ha confermato che entrambi sono stati poi presi in carico dall’ospedale, aggiungendo che la madre non ha voluto rilasciare interviste. Mentre la Waymo ha dichiarato (anche se non era certo necessario specificarlo) che il veicolo è stato immediatamente ritirato dal servizio per le operazioni di pulizia.

Due altri episodi non a lieto fine

Pare che non sia la prima volta che un taxi a guida automatica di San Francisco si è ritrovato a fungere da sala-parto: “Siamo orgogliosi di essere un punto di riferimento affidabile per i momenti grandi e piccoli”, ha affermato in una nota la Waymo, rivelando appunto che ci sono già stati dei precedenti.

In un recente passato i robotaxi hanno però anche fatto parlare per due episodi ben diversi. Lo scorso settembre, un veicolo della Waymo ha infatti effettuato una pericolosa e in quel tratto di strada vietata inversione a U, con la polizia di San Francisco che non ha potuto elevare alcuna sanzione perché le normative statali vietano agli agenti di multare i veicoli autonomi senza conducente. E con la spericolata manovra che è stata immortalata in diversi video finiti sui social, scatenando critiche e ironie.

Ancora peggio quanto accaduto lo scorso ottobre, quando un gatto soriano di nome Kit Kat è stato investito e ucciso da un veicolo Waymo. Il micio era estremamente noto nel Mission District di San Francisco, dal momento che apparteneva al proprietario di un negozio di alimentari ed era solito gironzolare nei paraggi, e l’incidente ha così suscitato forte indignazione tra i residenti e ha alimentato ulteriormente il dibattito sull’integrazione dei robotaxi nelle aree urbane.

Un settore in crescita negli Usa tra entusiasmi e preoccupazioni

I taxi autonomi stanno diventando sempre più diffusi in varie città americane – dall’area di San Francisco alla Silicon Valley, da Los Angeles a Phoenix – ma continuano a essere oggetto di controversie.

L’episodio del parto avvenuto in sicurezza conferma alcune delle potenzialità del servizio, mentre altri incidenti registrati dal loro avvento sottolineano quanto sia ancora delicata l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito stradale.