Dimenticare dove si è parcheggiato è un classico, una brutta sensazione che è capitata a tutti prima o poi. Google Maps ora promette di eliminare il problema, almeno per chi usa un iPhone. Già, perché l’app di navigazione ha introdotto una funzione che registra automaticamente la posizione dell’auto al termine di un viaggio e la mostra sulla mappa con un’icona dedicata. Nessun tap. Nessuna impostazione da cercare. Si scende dall’auto e il segnaposto è già lì.
Che cosa è questa nuova funzionalità simile a un parcheggiatore personale
Il meccanismo è semplice. Basta usare Google Maps collegato all’auto tramite USB, Bluetooth o CarPlay. Quando il viaggio finisce, l’app salva in automatico il punto in cui ci si è fermati. Tornando nel parcheggio, è sufficiente aprire Maps per ritrovare l’auto. Appena si riparte, l’icona scompare. Invisibile, ma efficace. Il product manager di Google Maps, Rio Akasaka, l’ha definita una sorta di “parcheggiatore personale”. Una funzione pensata per eliminare screenshot, foto ai pilastri e appunti improvvisati. Il debutto è stato silenzioso, circa un mese fa. Ma un aggiornamento recente ha attirato l’attenzione. Al posto della classica “P”, ora compaiono vere e proprie icone di automobili, le stesse usate per la navigazione. Non cambia la sostanza, ma migliora l’esperienza.
Il paradosso: perché Android è stato quasi escluso
Qui arriva il paradosso. Su Android, la funzione non è automatica. In pratica, l’utente deve ancora aggiungere e rimuovere manualmente il segnaposto. Su iOS, invece, tutto avviene senza interventi come abbiamo appena visto. Una scelta che sorprende, considerando che Google è casa madre di Android. Ma i fatti sono chiari: l’esperienza più fluida, oggi, è su iPhone. Perché è successo? Beh, semplicemente perché Apple era arrivata prima. Apple Maps offre il rilevamento automatico del parcheggio da anni. Basta un iPhone 6 o successivo, aggiornato, e la funzione si attiva senza complicazioni. Google, di fatto, colma ora un gap storico. Ma lo fa a metà.
Ma c’è un limite che resta, almeno per il momento
Per chi non vive in grandi città e non parcheggia quasi mai nei silos potrebbe essere un dettaglio, ma per tanti altri automobilisti no. La posizione salvata è solo orizzontale. Questo significa che il sistema non offre nessuna indicazione sul piano del parcheggio multipiano. Alcuni utenti lo hanno già fatto notare: senza il livello, la caccia all’auto può continuare. Le foto al cartello “P3” potrebbero non essere ancora archiviate. A parte questo, la nuova funzionalità di Google Maps migliora la vita quotidiana a tutte quelle persone che, nella fretta, parcheggiano l’auto e poi dimenticano dove l’hanno lasciata, immersi tra mille impegni, call di lavoro e altro.