Sanremo, 24 febbraio 2026 – Questa sera lo storico Sandokan, Kabir Bedi, è tra i protagonisti attesi sul palco dell’Ariston nella prima serata del Festival di Sanremo 2026. Carlo Conti, infatti, ha annunciato la sua presenza all’Ariston insieme all’attore turco Can Yaman, per un confronto tra le due Tigri della Malesia, quella di ieri e quella di oggi.
Gli 80 anni di Kabir Bedi, il volto di Sandokan che conquistò il mondo con uno sguardo

Le origini e il successo in Italia
Bedi è nato il 16 gennaio 1946 a Lahore, nel Punjab pakistano, allora ancora sotto la sovranità dell’impero britannico, in una famiglia indiana. In Italia la sua fama è legata soprattutto al suo leggendario ruolo della Tigre di Mompracem nell’omonimo sceneggiato televisivo di Sergio Sollima del 1976. Fu un successo immenso, tanto che ci fu un seguito ( dal titolo “La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!”). Bedi fu scelto da regista nonostante si fosse presentato al provino per un altro ruolo (Tremal-Naik) e per interpretare Sandokan imparò ad andare a cavallo e si dovette allenare duramente.
Una lunga carriera
Nel corso della sua lunga carriera ha inoltre partecipato a oltre sessanta film di Bollywood, con ruoli da protagonista ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti per film e pubblicità sia in India che in tutta Europa ma anche negli States, dove si è trasferito e ha lavorato a partire dagli anni Ottanta. Nel Bel Paese nel 2004, ha preso parte alla seconda edizione de L’isola dei famosi a Samaná, arrivando secondo col 25% dei voti. Non è stata la sua unica presenza in un reality. Nel 2022 è entrato, a programma già in corso, come concorrente nella Casa del Grande Fratello Vip. Attore simbolo dell’avventura televisiva italiana, volto noto a Hollywood e Bollywood, la sua storia personale è segnata da successi straordinari, scelte radicali e dolori profondi.

Il dolore per la morte del figlio
Nel corso degli anni si è sposato quattro volte e ha vissuto relazioni intense che hanno accompagnato le diverse fasi della sua vita. Dal primo matrimonio sono nati due figli, ma uno di loro è morto tragicamente. “Il più grande dolore che esiste”, come ha definito il dramma del figlio Siddharth scomparso nel 1997 a soli 25 anni: “Lui era molto gentile, un buon uomo, non violento, ma soffriva di schizofrenia. Lui era molto intelligente ma ha perso la sua speranza. Io ho fallito perché lui ha preso la sua decisione. È stato un periodo terribile per me. Mi sento in colpa” aveva raccontato in un’intervista a Domenica In. In quell’occasione aveva anche mandato un messaggio importante a chi vive con persone che affrontano lo stesso problema: “Non bisogna mai perdere la speranza, anche perché oggi rispetto ad allora le medicine e i trattamenti sono molto più efficaci”.