“Mia figlia sogna l’estero, la incoraggio ma ho paura”. Parlale con sincerità. E trova uno spazio tuo

Cara Caterina,

ti scrivo perché non so bene con chi parlarne senza passare per quella ansiosa o pesante, ma dentro di me questa cosa sta facendo più rumore di quanto vorrei. Mia figlia mi ha detto che vorrebbe andare all’estero in futuro. Non è una cosa improvvisa, ne parlava già ogni tanto, ma adesso è diventata un’idea concreta, quasi un progetto. E quando me l’ha detto seriamente, io ho cercato di restare calma, di dirle che è giusto, che deve seguire quello che sente suo. Però la verità è che appena sono da sola, mi si riempie la testa di pensieri.

Da una parte sono orgogliosa, perché la vedo sicura, curiosa, con voglia di mettersi in gioco. Non è una cosa da tutti. Dall’altra però faccio fatica a reggere l’idea che possa andare così lontano. Non tanto per la distanza in sé, ma per tutto quello che ci gira intorno: la lingua, le difficoltà, il fatto che non potrei esserci subito se avesse bisogno, il pensiero che debba cavarsela da sola in un posto nuovo. E mi accorgo che più cerco di non pensarci, più ci penso. Con lei ne parlo cercando di non far trasparire troppo la mia paura, perché non voglio che si senta frenata o in colpa per un suo desiderio. Però a volte mi chiedo se lei capisca davvero quanto per me non sia semplice sentirla dire certe cose, oppure se le sembri tutto normale solo perché io cerco di non far vedere niente.

Il punto è che non voglio diventare la mamma che trattiene. Ma nemmeno quella che fa finta che vada tutto bene quando dentro non è così. E mi sento un po’ in mezzo, senza sapere come comportarmi. Ti chiedo: come si fa a sostenere un figlio in una scelta così grande senza farsi travolgere dalle proprie paure? E come si impara a lasciarli andare senza sentirsi sempre un passo indietro? Grazie per l’ascolto, Una mamma orgogliosa ma un po’ spaventata.

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Cara,

grazie per la fiducia con cui hai scritto. Quello che stai vivendo è più comune e più umano di quanto sembri. Quando un figlio comincia a immaginarsi lontano, non è solo una questione di chilometri: è come se improvvisamente si aprisse uno spazio nuovo tra voi, uno spazio che non puoi più controllare allo stesso modo. È naturale che dentro a quello spazio entrino anche le tue paure, si tratta di imparare a viverle senza lasciare che guidino le tue parole e le tue scelte. Tu stai già facendo qualcosa di molto importante: non stai caricando tua figlia del peso delle tue ansie.

Questo è un atto di amore grande, anche se a volte costa fatica. Prova a cambiare prospettiva: il fatto che lei voglia partire non è un allontanarsi da te, ma un andare verso qualcosa di suo. È grazie a come l’hai cresciuta se è così curiosa, sicura e capace di immaginarsi nel mondo. In un certo senso, quella spinta che oggi ti spaventa è anche un risultato del tuo essere stata una buona madre. Allo stesso tempo, non devi per forza nasconderti del tutto. C’è una differenza tra farla sentire in colpa e condividere con sincerità una parte di te. Puoi dirle, con calma, che sei felice e orgogliosa, ma anche che per te non è semplice immaginarla lontana. Il fatto di “lasciare andare” i figli forse non è un gesto netto come sembra. Non si passa all’improvviso dall’essere “vicini” all’essere “lontani”.

È più un processo in cui la relazione cambia forma, ma non perde intensità. Si resta presenti in modo diverso: meno nel fare, più nell’esserci. Infine, prova a prenderti uno spazio anche per te stessa, dove poter dire senza filtri quello che provi. Non tutto deve restare trattenuto. Parlare con qualcuno, scrivere, o anche solo riconoscere quei pensieri senza giudicarli può aiutarti a non sentirti travolta. Non sei “in mezzo” perché non sai cosa fare. Sei in mezzo perché stai attraversando un passaggio importante, anche se non sembra, ed è già un modo molto solido di essere accanto a tua figlia.

Un abbraccio, Caterina