Il risiko delle poltrone: Barelli al posto di Siracusano. Ipotesi Durigon per il Mef

Roma, 18 aprile 2026 – Da qualche giorno la parola “rimpasto” non si pronuncia più ad alta voce. Per il governo è un capitolo chiuso ma, al netto di questo, non mancano né il fermento né le caselle ancora da riempire, dopo le dimissioni di Santanchè e di Delmastro e dopo il cambio dei capigruppo di Forza Italia a Camera e Senato. Questioni aperte, nodo dei sottosegretari in testa, e che vanno risolte presto – e bene – per blindare l’esecutivo e provare a vivere l’anno che separa dalle elezioni politiche del 2027 un po’ meno pericolosamente di quanto si prefigurasse, per la maggioranza, all’indomani del referendum.

Saltato il Consiglio dei ministri di giovedì sera il Cdm che dovrebbe sbloccare lo stallo sugli incarichi sarà la prossima settimana, probabilmente mercoledì 22 aprile. Ieri, intanto, dopo giorni di silenzio, Claudia Conte – la giornalista che ha rivelato una liason con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – ha fatto sapere tramite il suo avvocato, Domenico Forgione, che è “del tutto infondato” il “tentato accostamento” con precedenti casi, come l’affaire Sangiuliano-Boccia. Non ci sarà, scrive l’avvocato, nessuna rivelazione “choc”, nessun libro e “zero illegalità, zero complotti e zero ricatti”. Inoltre chi, sui mass media o sui social, l’ha diffamata, riguardo ad esempio “all’assenza di titoli di studio appropriati” o a incarichi ricevuti “per intervento illecito di esponenti di governo”, ne dovrà rispondere nelle sedi previste.

Nella maggioranza si sta componendo il risiko delle nomine, a cominciare dalla collocazione dell’ex capogruppo azzurro Paolo Barelli, sostituito da Enrico Costa che ha già annunciato di voler lavorare alla coesione di Forza Italia. Una rassicurazione non di poco conto per la premier Giorgia Meloni che guarda ai movimenti in FI con particolare attenzione, visto la rilevanza che hanno per la stabilità della coalizione di centrodestra. Secondo qualificate fonti azzurre il segretario Antonio Tajani starebbe lavorando per assicurare a Barelli, suo fedelissimo (e anche consuocero), un incarico senza portafoglio per consentirgli di mantenere la presidenza della Federnuoto, a cui l’ex nuotatore non vorrebbe rinunciare.

Il toto-nomine ha accreditato Barelli come possibile vice del ministro per i Rapporti con il Parlamento – “porte aperte” ha commentato Luca Ciriani a domanda di giornalisti, “il lavoro qui non manca” – con la possibilità che l’attuale vice Matilde Siracusano approdi alla Cultura. Una partita aperta è anche quella per la nomina – che probabilmente uscirà anche questa dal Consiglio dei ministri del 22 aprile – del nuovo presidente della Consob, al posto di Paolo Savona il cui mandato è scaduto a inizio marzo. Il nome più accreditato è quello del sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni, al suo posto, al Mef, potrebbe arrivare un altro leghista, molto vicino al segretario Matteo Salvini, Claudio Durigon.

Se questo scenario si verificasse rimarrebbe scoperto il posto di sottosegretario al Lavoro dove potrebbe approdare l’azzurra Chiara Tenerini. Ma lo stesso Durigon ieri negava di saperne qualcosa.