Christian De Sica e il rilancio della campagna Parmacotto: quando la pubblicità strizza l’occhio al cinema

In principio fu Massimo Lopez con la TIM, azienda di telefonia che ha riportato il noto attore all’interno di un fortino, nelle vesti di un condannato a morte che riesce a rimandare la propria esecuzione grazie a una telefonata. Una telefonata – questo il claim di riferimento – allunga la vita. Il celebre spot è datato 1994 ed è figlio di una campagna, targata Armando Testa, talmente celebre e ben riuscita che vanta anche numerosi sequel e remake.

I reboot, per dirla in maniera contemporanea e dal piglio anglosassone, non si fanno soltanto al cinema o con le serie tv. Funzionano, talvolta, anche attraverso gli spot pubblicitari. La testimonianza l’ha offerta proprio Lopez di recente che ha ripreso in mano, con la collaborazione di Telecom Italia Mobile, quella campagna così redditizia e ne ha fatto una sorta di rilancio aggiornato. Il claim principale non è più “Una telefonata allunga la vita”, ma “Una connessione allunga la vita”.

Da Massimo Lopez a Christian De Sica

Cambiano i tempi e le necessità, ma resta la voglia di riscoprire certe sensazioni. Se i remake al cinema possono sembrare una scorciatoia, talvolta con risultati opinabili, per quanto riguarda gli spot pubblicitari il feedback è diverso. In un’epoca in cui tutto va veloce e dobbiamo, più per necessità che per virtù, stare al passo, ritrovare una pubblicità familiare – magari che attinge dagli anni Novanta, dove vigevano altri paradigmi e il ritmo di vita era diverso – è segno di possibilità mescolata a una nuova nostalgia.

Parmacotto il nuovo spot con Christian De Sica
Christian De Sica nel nuovo spot pubblicitario Parmacotto (Instagram profilo ufficiale)

Rivedere le pubblicità che hanno scandito i momenti chiave di un Paese è come ritrovare, in chiave contemporanea, una cartolina che non ingiallisce mai. Lo spot diventa un pezzo di vita vissuta che ritorna, in un ciclo che seppur breve diventa importante perché garantisce sicurezza e solidità. Quasi come se non fosse cambiato niente nonostante sia cambiato, nei fatti e nella sostanza, tutto.

Il fortino della TIM

Quindi rivedere, più di trent’anni dopo, Massimo Lopez in un fortino (durante la settimana del Festival di Sanremo) ha dato a tutti l’impressione di vivere per un istante quei tempi andati, in cui tutto sembrava possibile e a portata di mano. Anzi, di telecomando. Oggi il marketing cerca affidabilità e credibilità attingendo dalle sensazioni più recondite dell’animo umano, quindi le pubblicità strizzano l’occhio al cinema. Da qualche anno sono tornate di moda le strisce pubblicitarie.

Episodi, come quello di Massimo Lopez nel fortino, che si ripetono nel tempo e uno spot dopo l’altro aggiungono sempre nuovi particolari. Fino a generare una serie di cortometraggi che, al termine della campagna pubblicitaria, compongono un mosaico che resta nella mente degli spettatori. Questo esercizio di stile garantisce anche la capacità collettiva di solleticare la memoria: alla pubblicità, infatti, è sempre abbinato il prodotto. Tutti infatti ricordano che Massimo Lopez fu testimonial della SIP e oggi lo è della TIM. Cambiano i tempi, ma non i risultati. Ecco perché, tra gli altri remake pubblicitari in chiave cinematografica, troviamo anche quello di Parmacotto con Christian De Sica.

Parmacotto e il fascino del salumiere

Il noto attore e regista è tornato a vestire i panni di un celebre e fortunato norcino che presta servizio in una salumeria verosimilmente della Capitale, la città non è specificata e anche questa (fra le altre) è una peculiarità dello spot perché chiunque può immaginarsi che De Sica sia in qualunque parte d’Italia, e vanno a comprare il prosciutto ragazze di vario genere. Le quali danno la possibilità a De Sica di sfoderare tutto il proprio charme cercando di conquistarle, attraverso battute di spirito con riferimenti a Parmacotto, finché non arriva il fidanzato o marito di turno e allora lo sfortunato ma intrepido salumiere deve arrendersi all’evidenza per continuare a vivere la sua vita dietro al bancone senza portare a casa la conquista. La sua più grande vittoria è mangiare e servire Parmacotto.

L’idea dello spot venne per la prima volta a L’Altra – nota agenzia pubblicitaria a cui Parmacotto si è affidata per lanciare quella campagna specifica – che pensò immediatamente a Christian De Sica come volto di punta. La decisione, anche questa rivelatasi vincente, fu quella di mettergli accanto un’attrice di talento come Nadia Rinaldi.

Il contributo di Nadia Rinaldi

Lei doveva interpretare la moglie del norcino che, ogni volta in cui sorprendeva il consorte a cercare di conquistare altre donne, lo riportava sulla retta via con espedienti di vario genere. Da qui le battute più celebri di una coppia senza tempo (per esigenze di copione) formata da Rinaldi e De Sica.

I quali avevano già dato prova di lavorare insieme con ottimi risultati all’interno di pellicole come Anni ’90 e Vacanze di Natale ’91. Senza dimenticare Faccione, SPQR – 2000 e mezzo anni fa, The Clan, Super Vacanze di Natale e La Mia Banda Suona il Pop. Gli ultimi tre sono successivi alla campagna pubblicitaria di riferimento che va in scena dal 1994 al 1996.

Lo spot torna in tv

Oggi, 32 anni dopo, la campagna lanciata da L’Altra torna in auge. Sempre con la complicità e il contributo di Parmacotto. Christian De Sica appare da solo. Senza Nadia Rinaldi. L’attore interpreta ugualmente il celebre norcino intento a vendere il prosciutto a chiunque ne abbia bisogno.

La tendenza a mostrare il proprio charme alle belle donne non gli è passata. L’epilogo è lo stesso di trent’anni prima. De Sica tenta la sortita, ma si ritrova sempre a mangiare Parmacotto con le signore che pur essendo divertite dagli apprezzamenti del salumiere alzano i tacchi dopo essere state accontentate con una fetta di prosciutto. Non serve altro perchè “chi chiede Parmacotto vuole solo Parmacotto”.

La forza del cortometraggio

La forza di questo tipo di spot, oltre la cadenza settimanale e mensile, sta nella capacità dell’interprete di riferimento di mettere in mostra tutta la propria vis interpretativa nell’arco di pochi minuti. Christian De Sica (così come Massimo Lopez con la TIM) è protagonista a tutti gli effetti di un cortometraggio che diventa di una potenza disarmante perché genera ironia e ilarità nel giro di pochissimo tempo.

Quelle battute estemporanee, che arrivano come scintille in vari momenti della giornata, rallegrano lo spettatore e promuovono un prodotto nella maniera più innovativa e diretta possibile. Certe performance non invecchiano mai, anche nelle riproposizioni più disparate.

Se revival dev’essere, registi e produttori hanno trovato la maniera più idonea per proporlo senza diventare stucchevoli. Quando la pubblicità strizza l’occhio al cinema, il risultato è sempre vincente e non si ha mai la sensazione di aver esagerato. Nè tantomeno di essere stati anacronistici perché il vanto, fra gli altri, di determinate campagne è quello di risultare sempre attuali. Nonostante tutto.