Chiude CITV, il canale per bambini di ITV: la tv lineare non sa più cosa fare dei suoi figli

Il 10 aprile ITV ha spento definitivamente CITV, il canale britannico dedicato ai bambini che esisteva, in una forma o nell’altra, dal 1983. Prima un lungo blocco pomeridiano su ITV, poi un canale autonomo dal 2006, quindi di nuovo un blocco mattutino su ITV2 dal 2023 — e infine un percorso di progressiva riduzione che ha terminato la sua corsa con un programma di Scooby-Doo come ultima trasmissione. I contenuti sopravvivono su ITVX Kids, la piattaforma streaming. Il canale no.

Non è una notizia isolata. È l’ennesima di una serie che si ripete con cadenza sempre più frequente su entrambe le sponde dell’Atlantico e in tutta Europa.

Canali per bambini, un settore in ritirata

Nel 2025 negli Stati Uniti hanno chiuso Universal Kids, HBO Family e altri tre canali via cavo. In Canada sono spariti WildBrain e Family Channel. In Germania e Francia la pressione sulle emittenti tematiche per ragazzi è costante. Nel Regno Unito, CBBC — il canale per bambini della BBC — ha già abbandonato la trasmissione lineare nel 2022, migrando su iPlayer.

Disney ha spostato i suoi contenuti su Disney+ già nel 2020 anche se questa era una strategia commerciale tesa a imporre il marchio  globale in streaming. CITV era rimasta tra le ultime a resistere, ma ora non c’è più.

I perché di una cirisi

La ragione è semplice da enunciare e difficile da risolvere: i bambini non guardano più la televisione lineare. Secondo i dati Ofcom del 2025, la copertura settimanale della tv lineare nel Regno Unito è calata di dieci punti percentuali dal 2021, una enormità.

Tra i 16 e i 24 anni la media di consumo televisivo lineare è scesa a 81 minuti al giorno contro le oltre due ore degli adulti over 55. Sotto i 16 anni la forbice è ancora più netta. I bambini guardano YouTube, aprono Netflix, usano Disney+, TikTok, giocano a volte con il telefonino dei genitori sempre più spesso sul proprio. Perché se qualche anno fa il primo cellulare era il regalo dei 14 anni ora arriva a 7….

Il canale tematico con palinsesto fisso è uno strumento pensato per un mondo in cui non esistevano alternative.

ITV stessa, nel comunicare la chiusura, ha spiegato che i diritti di trasmissione dei contenuti rimasti su ITV2 — principalmente serie Warner Bros. Discovery come Scooby-Doo — erano stati a lungo mantenuti per ragioni contrattuali legate alla finestra lineare: una volta visti in tv, i programmi potevano essere messi in streaming. Ora che ITV ha rinegoziato accordi streaming-first con i distributori, la finestra lineare non serve più nemmeno a quello.

Cosa si perde

Il problema non è solo commerciale. I canali per bambini non erano soltanto contenitori di cartoni animati: erano ecosistemi editoriali con una missione specifica. CITV ha prodotto e trasmesso per decenni fiction per ragazzi, documentari, programmi di divulgazione scientifica, contenuti educativi pensati per fasce d’età precise, con supervisione editoriale e responsabilità nei confronti di un pubblico vulnerabile.

Le piattaforme streaming non hanno la stessa vocazione. Netflix Kids è un catalogo ottimizzato dall’algoritmo sulla base delle preferenze individuali. Disney+ è un ecosistema di brand. ITVX Kids è una libreria di contenuti senza la logica editoriale di un palinsesto costruito giorno per giorno. La differenza non è tecnica: è culturale. Un canale per bambini aveva un direttore, una linea editoriale, una responsabilità pubblica. Una sezione di una piattaforma ha un algoritmo.

Il settore lo sa. Un report di Video Age International del febbraio 2026 fotografa la situazione con precisione: la tv per bambini soffre del calo degli investimenti streaming — le piattaforme stanno togliendo priorità ai contenuti per ragazzi dopo gli anni di espansione — e della concorrenza sempre più aggressiva di social media e gaming nella dieta mediatica dei giovani. In Italia la situazione è aggravata dalla ridefinizione delle strategie Rai e dal congelamento dei tax credit, le due fonti principali di finanziamento del settore negli ultimi anni.

 

Cartoni animati per bambini
I cartoni animati per bambini sono in netta flessione di utenza e ascolto sulle TV tradizionali a livello mondiale – Credits Paws (TVBlog.it)

Il segnale che viene da Londra

La chiusura di CITV è rilevante anche per noi non perché riguardi l’Italia direttamente, ma perché anticipa una dinamica che il mercato italiano seguirà — e in parte sta già seguendo. Sky Cinema Animation nel Regno Unito ha appena chiuso i battenti, accorpata in un canale più ampio e questo non vuol dire che la stessa scelta tocchi anche a noi. In questo senso la funzione pubblica Rai, con canali come Rai Gulp e Rai Yoyo, è ancora importante. Ma la Rai non sembra più volere investire in quella che una volta era la cosiddetta TV dei ragazzi. Era lei ad aprire le trasmissioni Rai alle 17, quando la TV non era ancora un prodotto H24. Certo non esistono più programmi didattici d’eccellenza come la Melevisione.

E comunque la pressione sul servizio pubblico di giustificare i costi di canali tematici con ascolti in calo è destinata a crescere.

La domanda che nessuno ha ancora risposto è: chi si fa carico della televisione educativa per i bambini se i canali dedicati scompaiono e le piattaforme non hanno quella missione? Per ora la risposta è: nessuno in modo sistematico. Ed è questa la vera notizia dietro la chiusura di CITV.