Roma, 22 aprile 2026 – Le pensioni di maggio 2026 non saranno pagate nello stesso giorno per tutti. A causa della Festa dei lavoratori, che cade venerdì 1 maggio, l’Inps applicherà il criterio del primo giorno bancabile utile con un calendario diverso tra Poste e banche.
Chi riceve la pensione tramite Poste Italiane, sia con accredito su conto BancoPosta sia con ritiro allo sportello, potrà avere l’assegno da sabato 2 maggio. Chi invece riceve l’accredito sul conto corrente bancario dovrà attendere lunedì 4 maggio.
L’Inps ricorda che il pagamento in contanti è consentito soltanto per importi fino a mille euro netti. Chi supera questa soglia deve indicare all’istituto un conto corrente o un altro rapporto finanziario sul quale ricevere l’accredito.
Per evitare code e attese, Poste consiglia di recarsi agli sportelli nelle ore centrali della giornata o nei giorni successivi ai primi di maggio.
Cedolino online già disponibile
Il cedolino della pensione di maggio è già consultabile sul sito dell’Inps attraverso Spid, Cie o Cns. Basta entrare nell’area personale MyInps e accedere al servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”.
Ad aprile il numero di pensionati che ha scelto di ricevere il cedolino via email ha superato i tre milioni. Anche gli accessi online continuano a crescere: nei primi mesi del 2026 il servizio ha registrato oltre due milioni di consultazioni al mese, mentre tramite app mobile si superano spesso i tre milioni.
Perché l’importo può cambiare
L’assegno di maggio potrebbe risultare diverso rispetto ai mesi precedenti. Le variazioni dipendono soprattutto dai conguagli fiscali, dalle addizionali regionali e comunali e dalle nuove aliquote Irpef.
Con la riduzione degli scaglioni da quattro a tre, alcuni pensionati potrebbero beneficiare di un importo leggermente più alto, soprattutto per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro, dove l’aliquota scende dal 38% al 35%. In altri casi, invece, potrebbero esserci trattenute più consistenti.
A maggio continuano infatti ad essere applicate le addizionali regionali e comunali relative al 2025 e l’acconto dell’addizionale comunale per il 2026. Inoltre, chi ha avuto un conguaglio Irpef a debito e non è riuscito a recuperarlo interamente ad aprile potrebbe trovare ulteriori trattenute nel cedolino di maggio. Per le pensioni fino a 18mila euro annui, se il debito fiscale supera i 100 euro, il recupero può essere diluito fino a novembre.
A chi spetta il bonus
Per chi percepisce prestazioni di accompagnamento alla pensione, come Ape sociale, isopensione o assegni straordinari, e ha un reddito annuo fino a 20mila euro, da maggio è previsto un bonus aggiuntivo. L’importo compare nel cedolino con la voce “Bonus lavoro dipendente credito 2025” e non viene conteggiato nel reddito imponibile.
Detrazione fiscale aggiuntiva
Per chi ha invece un reddito annuo compreso tra 20mila e 40mila euro, da maggio viene applicata una detrazione fiscale aggiuntiva. L’importo è visibile nel cedolino sotto la voce “Conguaglio a credito Irpef” e può includere anche altri ricalcoli fiscali.
Pensioni integrative: recupero delle somme non dovute
Per alcune pensioni integrative pagate insieme alla pensione Inps, nei mesi scorsi erano stati riconosciuti importi fiscali risultati poi non dovuti. Da maggio l’Inps avvia quindi il recupero di queste somme in rate mensili. Per chi aveva ricevuto il mandato aggiuntivo del 1 aprile, il recupero avverrà in otto rate uguali, indicate nel cedolino con la voce “Recupero rateale ulteriore detrazione art. 1 c. 6 l. 207/2024”. Per chi invece aveva ricevuto il mandato aggiuntivo del 20 aprile, il recupero partirà da giugno e sarà suddiviso in sette rate mensili uguali.
Restano escluse dalle trattenute fiscali le prestazioni di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni non imponibili per particolari condizioni, come la residenza estera o le prestazioni riconosciute alle vittime del terrorismo.