Questa domenica, 26 aprile 2026, negli studi di Che Tempo Che Fa, Luciana Littizzetto attraversa lo specchio e si siede sullo scranno dell’ospite d’onore.
Il pretesto è il più nobile dei debutti: la pubblicazione de “Il tempo del la la la”, primo romanzo della comica torinese, che promette di svelare una vena narrativa finora rimasta in ombra dietro i monologhi della domenica sera.
Ma il palinsesto orchestrato da Fabio Fazio per questo 26 aprile non è solo una celebrazione “in famiglia”. La serata sul Nove si configura come un vero e proprio osservatorio sulla contemporaneità.
Da un lato la riflessione etica di Carlo Rovelli, che con il saggio “La cattiva coscienza dei fisici” scava nelle colpe storiche legate all’atomo; dall’altro la ricorrenza di un terremoto culturale: i vent’anni di “Gomorra”. Roberto Saviano torna in studio per analizzare l’eredità di un libro che ha ridefinito il concetto di non-fiction in Italia, restando drammaticamente attuale.
Fabio Fazio ospita Silvia Salis
Non manca il peso delle istituzioni e della cronaca, rappresentato dalla sindaca di Genova Silvia Salis, e l’editoria più intima con Carlo Conti, che racconta un’inedita dimensione familiare nel suo manuale di complicità tra padri e figli.
Il finale, come da tradizione, è un crescendo che sfocia nel caos calmo del “Tavolo”. Gli occhi sono tutti per la portabandiera azzurra: Arianna Fontana. La regina del ghiaccio, reduce dall’ennesimo trionfo ai Giochi di Milano Cortina 2026, siede tra i “senatori” del programma portando il peso (e il fascino) di una bacheca di medaglie che non ha eguali nella storia dello sport italiano.
Un mix di eccellenze che spazia dal pop di Levante e Serena Brancale, fino alla celebrazione dei 45 anni di carriera di Jo Squillo.
Tra le analisi pungenti di Massimo Giannini e le incursioni surreali di Francesco Paolantoni e della Signora Coriandoli, Fazio si conferma l’ultimo vero cerimoniere della televisione generalista capace di unire l’alto e il basso senza mai perdere la bussola del garbo.