Mai come in questa sesta puntata del serale di Amici quello che è successo fuori e a margine dello studio, ha dominato la scena molto più della competizione.
Elena D’Amario che blocca la votazione perché non riesce a decidere, i giudici che escono dallo studio, Maria De Filippi che li segue — forse addirittura li precede — e Alex che aspetta in lacrime il verdetto già sapendo come andrà a finire. Tutto questo, tecnicamente, è televisione. Discutibile quanto si vuole, ma pur sempre di televisione si tratta.
Amici, Alex escluso
Alex è l’eliminato di questa sesta puntata. Il ballerino latinoamericano, ultimo superstite della squadra di Veronica Peparini, perde il ballottaggio finale contro Elena e Lorenzo. Prima del verdetto aveva detto a Maria De Filippi di aver trascorso la giornata piangendo, convinto che il suo momento fosse arrivato. Evidentemente non si sbagliava.
La consolazione — non piccola — è arrivata contestualmente all’eliminazione: una proposta di lavoro all’interno di Burn the Floor, una delle produzioni internazionali più prestigiose nel mondo della danza latina.
Cosa è successo nella sesta puntata
La serata si è aperta con una variazione dal copione: Cristiano Malgioglio è stato accolto con una torta di compleanno e il numero 18 scritto sopra. Il paroliere ha incassato l’ironia con la consueta teatralità (in realtà ha appena compiuto 81 anni), annunciando di essere pronto per il ballo delle debuttanti. Poi però è cominciata la gara.
La prima manche ha visto Zerbi-Celentano contro Cuccarini-Peparini, con Alex e Angie al ballottaggio. Ed è qui che la serata ha preso una piega insolita: Elena D’Amario ha dichiarato di non riuscire a votare e ha chiesto una seconda esibizione. Alex si è esibito con un passo a due sulle note dei Måneskin insieme a Mattia Zenzola, Angie con Soldi —poi ha proposto di uscire dallo studio con gli altri giudici per deliberare. Proposta accettata. Maria De Filippi ha ascoltato in silenzio e si è mossa lei stessa verso i corridoi. Cosa che non accade spesso.
Il tutto ha aumentato la tensione allo spasimo: Angie in attesa terrorizzata, Alex già in lacrime.

Eliminazione discussa
Il compromesso — una eliminazione provvisoria anziché diretta, con decisione posticipata a un ballottaggio finale — è stato accettato da tutta la giuria. Uno scampato pericolo che tuttavia non fa che aumentare l’hype con un picco di traffico sui social non indifferente. Al ballottaggio finale arrivano Alex, Elena e Lorenzo con il verdetto che già abbiamo anticipato.
La terza manche ha visto Pettinelli-Lo contro Cuccarini-Peparini, con Lorenzo e Gard che si sono sfidati nel guanto rock — Born in the U.S.A., Certe notti, We Will Rock You — e Amadeus e Gigi D’Alessio che hanno preferito Gard. Nel mezzo, il gioco Password condotto da Alessandro Cattelan con ospiti Luca Argentero e Luca Laurenti, che a questo punto della stagione inizia a mostrare i segni dell’usura.
Ospiti musicali della serata: Ermal Meta, proprio in questi giorni al via con il suo tour con Stella stellina e il duetto finale di Serena Brancale e Delia su Al mio paese.
Amici, le pagelle
Elena — 8
La vera protagonista dell’edizione sul fronte canto, confermata anche in questa puntata. Jolene funziona senza essere indimenticabile, ma A parte me — l’inedito scritto da Amara — è una cosa seria: un timbro vintage che sa emozionare nel modo giusto. La chiusura su Sinnerman è di quelle che non passano inosservate. Se questa è la voce migliore che esce da Amici, il livello si conferma alto.
Angie — 8
Lettere al paradiso, l’inedito dedicato alla nonna, è il momento più intenso della serata sul fronte canto: una ballad sospesa, scritta con una sensibilità che non è comune a un’artista alla sua età. La reinterpretazione de La Bambola di Patty Pravo con strofe riscritte in chiave antiviolenza è un’operazione coraggiosa e non banale. Il duetto con Lorenzo su Die with a Smile convince. Paradossalmente l’unico momento meno centrato è Soldi, quello che poteva essere decisivo, ma a convincere meno più che l’interpretazione è l’assegnazione.
Emiliano — 8
Sulle note di Formidable costruisce una di quelle esibizioni in cui si capisce che la tecnica è già superiore all’età e all’esperienza. Magnetico, difficile, mai meccanico. Uno dei pochi ballerini di questa edizione che sa trasformare una coreografia in racconto.
Nicola — 7.5
Non è il concorrente più popolare tra il pubblico, e questo sicuramente lo penalizza, ma il talento è fuori discussione. Il quadro a tema glaciale su Aria ha precisione ed eleganza in parti uguali. Gioca un campionato diverso dagli altri, e lo sa.
Lorenzo — 7
Homewrecker è la sua esibizione migliore della serata: il falsetto regge, la padronanza dello strumento c’è. Il guanto rock lo vede invece meno adatto e meno a fuoco, come se la dimensione collettiva gli stesse stretta. L’inedito Dimmelo tu — che ha tutta l’aria di essere un buon singolo estivo — funziona meglio di quanto ci si aspettasse. Il talento c’è. La direzione ancora si cerca.

Gard — 7
Si è finalmente sciolto, e si è visto. Il guanto rock lo gestisce con più disinvoltura di Lorenzo, con una presenza scenica che nelle puntate precedenti era rimasta opaca. Il rischio segnalato dalla critica — confondersi nel mare dei cantautori pop italiani senza un’identità ben precisa — è reale, ma per questa puntata è rimandato.
Alessio — 6.5
Uptown Funk funziona, ma Alessio sul palco di Amici ha già dimostrato cose più interessanti di questa. Una puntata di ordinaria amministrazione senza slanci di grande importanza.
Riccardo — 6
In questa puntata ha provato a uscire dalla sua zona confort emotiva, con risultati sostanziualmente parziali. Tecnicamente preparato, interpretativamente prevedibile: il drama king di ogni canzone è una formula che il televoto ha già iniziato a penalizzare. La presa di coscienza sembra in corso. Con il tempo si vedrà.
Alex — 6.5
L’ha saputo prima di tutti. Lo diceva la sua giornata, lo dicevano le lacrime prima del verdetto. Sul palco ha dato quello che aveva, che non è poco: gioia, velocità, latinità genuina. Che vada a ballare nel mondo è la notizia giusta per finire una storia nel modo che merita.
Elena D’Amario — giudice, 4
La decisione di bloccare la gara ha avuto le sue ragioni sentimentali — D’Amario sa cosa significa stare su quel palco, lo ha vissuto — ma trasformare una puntata del Serale in un’elaborazione pubblica del proprio disagio non è un servizio ai concorrenti. Alex è rimasto in lacrime ad aspettare per venti minuti in più. Angie era terrorizzata. L’empatia di D’Amario è autentica, ma il buonismo come metodo di giudizio, puntata dopo puntata, non aiuta nessuno. Meno lacrime, più chiarezza: sarebbe un favore a chi sta cercando di capire dove migliorare.
Amadeus — giudice, 6
Nella media. Nessuna nota stonata, nessuna nota alta. Presenza rassicurante e poco dirompente.
Gigi D’Alessio — giudice, 7
L’unico della giuria che anima il dibattito con una certa regolarità, che ha il coraggio di un giudizio che sia anche scomodo quando serve. Non sempre, ma più degli altri.
Cristiano Malgioglio — giudice, 7
Diciotto anni e non sentirli. La torta, la battuta su Montecarlo, il voto dato sempre con una certa teatralità: Malgioglio è parte integrante del ritmo della serata, e la puntata senza di lui sarebbe più grigia. Stanca la sua onnipresenza, ma qui ad Amici risulta meno stancante che altrove.
Password — 5
Sei puntate con lo stesso format, gli stessi ospiti, la stessa penitenza delle uova in testa. Cattelan lo gestisce con il suo consueto mestiere, ma il siparietto inizia a sembrare un corridoio tra una manche e l’altra più che un’attrazione autonoma. Si può variare.
Maria De Filippi — conduzione, 8
Ha gestito il caos D’Amario con la fermezza di chi sa che il programma deve andare avanti comunque, con o senza i giudici in studio. La frase rivolta ad Alex — hai la tua vita, il tuo latino, tutto continua — è televisione nel senso più diretto del termine: semplice, vera, necessaria.
Pur avendo costruito un format di enorme successo anche per via della sua drammaticità ineluttabile, a suon di eliminazioni, è la prima a dire ai ragazzi che fuori dallo studio c’è anche una vita. E ci sono altre opportunità. È convincente: ma non c’è nessuno che le creda sul serio.