Roma, 9 maggio 2026 – Beniamino Zuncheddu, ergastolano sardo, fu dichiarato innocente nel 2024 dopo 33 anni trascorsi in carcere per un delitto compiuto nel 1991. Merito della riapertura dell’indagine fu dell’allora procuratrice generale di Cagliari Francesca Nanni, che oggi ricopre lo stesso ruolo a Milano ed è pronta a partire con la revisione del processo di Alberto Stasi, che da 16 anni sconta la pena con l’accusa di aver ucciso Chiara Poggi. Segno che la magistratura ha il coraggio di ravvedersi quando sbaglia.
Due assoluzione, una condanna
A una procuratrice brava e coraggiosa come la Nanni, si affiancano tuttavia altri magistrati che hanno gestito il delitto di Garlasco con preoccupante superficialità. Primo elemento critico: Stasi è stato assolto in primo grado nel 2009 e in appello nel 2011. La Cassazione decise per un nuovo processo d’appello in cui Stasi fu condannato a 16 anni, sentenza confermata dall’Alta corte nel 2015, nonostante il procuratore generale avesse chiesto l’assoluzione dell’imputato. Due assoluzioni, una condanna, la richiesta assolutoria del PG. Come si fa a stabilire oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza di una persona?
Napoleone e le nuove indagini
Secondo elemento critico: il nuovo procuratore di Pavia, Napoleone, ha gestito le indagini con estrema cura scoprendo elementi che avrebbero potuto essere visibili fin dal momento del delitto nel 2007. Le prime indagini, qualunque sia l’esito finale di questa storia, furono condotte con leggerezza.
Rinvio a giudizio per Venditti?
Terzo elemento critico: la procura di Brescia, competente a giudicare i magistrati di Pavia, starebbe per chiedere il rinvio a giudizio per corruzione dell’ex procuratore aggiunto Venditti da parte dei familiari di Andrea Sempio. A noi pare ancora incredibile che un alto magistrato al fine carriera si lasci comprare per 20.000 o 30.000 euro. Ma anche qui, comunque vadano le cose, c’è un filone dell’inchiesta molto inquietante.
Sempio, le telefonate, le intercettazioni e le moleskine
E veniamo ad Andrea Sempio, protagonista esemplare del celebre romanzo di Robert L. Stevenson ‘Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde’. Ho intervistato e parlato a lungo con Sempio. Ha risposto sempre con immediatezza e assoluta lucidità a tutte le domande, manifestando una leggerissima incertezza solo quando l’ho incalzato sulle tre telefonate a Chiara Poggi per sapere se il fratello Marco fosse in casa. Questa fermezza ha colpito molto me e i miei colleghi che hanno assistito partecipato a colloqui privati.
Le intercettazioni degli ultimi giorni ci presentano tuttavia una personalità diversa. Gli psichiatri ci invitano ad essere attenti nel valutare i soliloqui di Sempio: potrebbero essere un modo di gestire l’ansia, senza una necessaria aderenza ai fatti. Ma alcune frasi lo vedono sulla scena del delitto e alcune confessioni annotate sulle moleskine sequestrate dagli investigatori fanno l’autoritratto di un protagonista violento, con poche esperienze sessuali, autoerotismo, offerta di cento euro per comprare foto di una ragazza nuda, insicurezza, autolesionismo, ammissione di aver compiuto azioni brutte. E la confessione che, alla riapertura delle indagini, la madre sia stata presa dal panico.
Si aggiunga che in una intercettazione il padre di Sempio sembra escluderlo dal parcheggio di Vigevano facendo cadere un alibi importante. Gli elementi per un rinvio a giudizio ci sono tutti. Altro è una condanna. L’esperienza Stasi ci sia di monito. Se Sempio è colpevole, lo sia davvero oltre ogni ragionevole dubbio.