Garlasco (Pavia) – “Elementi fortemente indiziari, univoci e concordanti a carico di Andrea Sempio”. Nelle conclusioni dell’informativa finale dei carabinieri di Milano, c’è la ricostruzione, in 18 punti, di come le nuove indagini hanno ‘riscritto la storia’ dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco del 13 agosto 2007. Innanzitutto Sempio “frequentava raramente la casa dei Poggi”, ma “risulta essere stato l’unico della compagnia a frequentare con certezza, in quelle rare volte, la camera di Chiara per usare il suo pc”.

La ricostruzione del delitto nell’informativa dei carabinieri
“La mattina del 13 agosto 2007 – la ricostruzione del delitto – Sempio si è recato presso la villetta di via Pascoli con l’intento di avere un approccio sessuale con Chiara sapendo che la stessa era da sola”. “L’evento omicidiario, non certamente premeditato, si è configurato per un effetto domino a seguito di un rifiuto”.
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E così “aggredisce Chiara Poggi, inizialmente colpendola probabilmente a mani nude, infierendo poi con uno strumento reperito sul posto”, il martello sparito dalla villetta. Un’aggressione nella quale Chiara si è difesa “tanto da trattenere su due unghie il Dna dell’aggressore compatibile in linea paterna con l’aplotipo Y” dell’indagato, con riferimento alla relazione della genetista Denise Albani a conclusione dell’incidente probatorio.
“Sempio, dopo aver colpito la vittima sulle scale di accesso alla taverna, si ripulisce parzialmente facendo ritorno nel vano scale e generando così la traccia 33 palmare sulla parete”. Usa il lavabo della cucina: “Il lavandino del bagno non è mai stato utilizzato”.
Le contraddizioni con la sentenza a carico di Stasi
Ed è una delle contraddizioni con la sentenza definitiva a carico di Alberto Stasi, condannato anche per le impronte sul dispenser del sapone. Per le discordanze delle indagini con la condanna di Stasi, ieri la Procura generale di Milano ha ricevuto gli atti, come anticipato nella visita del procuratore di Pavia Fabio Napoleone lo scorso 24 aprile, per un’eventuale istanza di revisione. Infatti per i carabinieri la colpevolezza del fidanzato di Chiara rappresentò una “suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni”.
Le impronte e l’ora della morte
Nella nuova ricostruzione viene confermato che le impronte di scarpa dell’assassino, sono di numero 42. Ma Sempio non ha il 44? “Le misurazioni antropometriche effettuate dalla professoressa Cattaneo indicano dei valori del piede di Sempio compatibili con calzature taglia 42-43”.
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La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha collocato la morte in un’ampia “finestra temporale tra le 7 e le 12.30”, ma “il dato scientifico deve essere considerato con i dati circostanziali, ovvero con la disattivazione dell’allarme alle ore 9.12“. E “considerato il contenuto gastrico” si arriva “a un periodo della morte probabilmente compreso tra 30 minuti e 2/3 ore circa dall’ingestione della colazione”, ovvero “non prima delle 9.45 e non oltre le 11.15-12.15”. “Dopo il delitto – prosegue la ricostruzione – Sempio è ipotizzabile che si sia recato a casa della nonna” per terminare di ripulirsi.
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Lo scontrino contestato
Il padre Giuseppe Sempio in un appunto che smentisce le dichiarazioni rese, ha scritto che quella mattina “mio figlio era a piedi”. E lo scontrino del parcheggio di Vigevano non sarebbe un alibi “in sé non può avere alcun valore né positivo né negativo”, ma frutto di una ricostruzione concordata in famiglia e ripetuta dalle indagini del 2016-17, per cui Giuseppe Sempio è indagato per corruzione dalla Procura di Brescia (con chiusura indagini imminente) con l’allora procuratore aggiunto Mario Venditti. E per i carabinieri è emerso “senza ombra di dubbio” che gli allora legali di Sempio erano venuti in possesso “illecitamente della documentazione” del caso.