Roma, 20 maggio 2026 – Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, già ministra con Berlusconi e con Draghi e responsabile enti locali, oggi sarà a Faenza e Comacchio per i comizi. Perché, anche se la politica nazionale che pure discute di legge elettorale pare averlo dimenticato, in 899 comuni italiani, domenica e lunedì, si vota.
Gelmini: la domanda di rito: queste amministrative avranno un valore nazionale al di là dei risultati locali?
“Saranno risultati essenzialmente locali ma, come al solito, ci sarà chi vorrà trarne conseguenze nazionali che escludo. Come Noi Moderati siamo presenti con il nostro simbolo: portiamo i valori del popolarismo e del cattolicesimo democratico, mettiamo al centro i temi sociali, dalla scuola alla sanità, al Terzo settore, il nostro impegno concreto per famiglie, giovani, piccole e medie imprese”.
Bene così per questa tornata locale. Ma per quella delle Politiche, nel 2027, pare servirà una legge elettorale nuova. Il governo saprà portarla a casa?
“Quella della legge elettorale è un’esigenza reale e chiunque abbia un minimo di conoscenza del tema lo sa benissimo”.
Un’esigenza, concretamente parlando, per quale motivo?
“Nel 2018, quando si votò la prima volta con il Rosatellum attualmente in vigore, ci sono stati tre diversi governi con tre diverse maggioranze”.
Insomma, l’anelata stabilità.
“Per evitare il caos e nuovi governi di emergenza o tecnici, è indispensabile intervenire”.
Ma da soli o in compagnia? È questo il nodo.
“Sarebbe auspicabile una collaborazione dell’opposizione: se la sinistra rifiuta il confronto, vuol dire che sceglie il caos rispetto alla possibilità (remota…) di vincere e governare”.
Nel merito: cosa pensa del ritorno delle preferenze?
“Le preferenze sono uno strumento utile di selezione della classe dirigente e di avvicinamento dell’elettore al parlamentare. Non sono l’unico metodo: personalmente le apprezzo, ma il punto cruciale oggi non è questo. Il punto cruciale è evitare l’ingovernabilità”.
Con il premio di maggioranza, che però è tanto contrastato…
“Premi impliciti o espliciti esistono in molte democrazie del mondo, e da noi esistono per Comuni e Regioni. Non c’è niente di scandaloso”.
Nel frattempo, la tragedia di Modena ha riaperto il dibattito sull’immigrazione e lo scontro nella maggioranza…
“Non mi pare ci sia uno scontro nella maggioranza”.
Beh, insomma.
“Ci sono sensibilità diverse su questi temi, e non da oggi. Quello che è certo è che in questo caso siamo in presenza di un italiano e non di uno straniero”.
Le famiglie soffrono. Meloni otterrà sconti in Unione Europea o sarà necessario uno scostamento di bilancio?
“Il governo sta facendo il possibile per aiutare le famiglie: stiamo spendendo circa un miliardo di euro ogni volta che proroghiamo il decreto sulle accise. Sono cifre importanti e sono soldi pubblici. Ci aspettiamo che l’Ue sia consapevole della grave situazione che si è venuta a creare. Anche perché sarebbe difficile spiegare ai cittadini che, per alcune emergenze, le regole del patto di stabilità si derogano e per altre no. I costi sostenuti dallo Stato per sostenere famiglie e imprese in questa fase vanno esclusi dal patto”.
Siamo in chiusura, torniamo sulle amministrative, ma quelle future: Milano e Bologna a destra avranno un civico?
“La mia opinione è che questi tempi così difficili richiedano sempre più politica e non meno politica. Penso che, fermo restando il contributo sempre importante alle elezioni amministrative del civismo, i candidati sindaco di città importanti, in un’epoca come questa, debbano essere politici”.