Malè (Maldive) – È omicidio colposo plurimo l’ipotesi di reato al centro del fascicolo contro ignoti avviato dalla Procura di Roma in relazione alla morte dei cinque italiani avvenuta giovedì scorso nelle acque dell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Un atto dovuto volto, nella fase attuale, ad accertare possibili responsabilità e profili illeciti nell’organizzazione dell’immersione che ha portato Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino, a oltre sessanta metri di profondità nella grotta di Dekunu Kandu.

Sgombrare il campo dall’ipotesi di avvelenamento da gas presente nelle bombole o da un errore nella composizione della miscela utilizzata, è il primo obiettivo dei magistrati di piazzale Clodio. Per questo l’attrezzatura del capobarca Gianluca Benedetti, il cui corpo ha già raggiunto l’Italia, è già stata analizzata. Ma per ora, eccetto un comprensibile bassissimo livello di ossigeno all’interno della bombola, non sono stati resi noti ulteriori elementi utili a comprendere le cause della tragedia.

Si attende ora la fine delle operazioni di recupero e l’arrivo dei corpi degli altri quattro sub in Italia dove verranno effettuate le autopsie. Informazioni decisive per comprendere la dinamica dell’accaduto sono attese anche dall’analisi del materiale ritrovato nella grotta. Ieri i tre speleosub finlandesi di Dan Europe – Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvis – hanno consegnato alla polizia le telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee tra cui il computer dove sono registrate le modalità, i tempi e le profondità di immersione.

Strumenti che potrebbero aiutare a ricostruire il percorso seguito dai sub italiani ma anche le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche incontrate all’interno delle grotte. Nel frattempo si fa strada una nuova pista, oltre a quella che i sub si siano persi e abbiano finito l’ossigeno nelle bombole: c’è l’ipotesi che siano stati stati risucchiati in profondità da una fortissima corrente (qui la spiegazione tecnica dell’effetto Venturi). I pm romani conferiranno l’incarico di sentire i venti italiani presenti sul liveaboard ‘Duke of York’, rientrati domenica sera all’aeroporto di Malpensa.
Proseguono, in parallelo, le indagini avviate a Malé. Le autorità delle Maldive si stanno concentrando, in particolare, sulla validità dei permessi per lo svolgimento dell’attività di ricerca subacquea. Un’attività – da quanto si apprende – portata avanti da Montefalcone, al di fuori dell’incarico conferitole dall’Università di Genova, nell’ambito della sua attività di coordinatrice della crociera scientifica organizzata da Albatros Top Boat. “Sapevamo sarebbe stata portata avanti questa ricerca sui coralli ma non che ci sarebbe stata un’immersione nelle grotte. Se lo avessimo saputo – ha dichiarato il governo maldiviano – avremmo dato degli avvertimenti diversi”.