Addio a Emidio Pepe, il rivoluzionario del Montepulciano d’Abruzzo

Il mondo del vino italiano e internazionale piange la scomparsa di Emidio Pepe, morto oggi 28 luglio 2026 all’età di 94 anni nella sua Torano Nuovo, in provincia di Teramo.

Con lui se ne va un gigante, un pioniere visionario ribattezzato “Mister Montepulciano”, capace di trasformare la percezione dei vitigni abruzzesi nel mondo quando ancora venivano considerati solo vini da taglio o da consumo immediato.

La scommessa del 1964 di Emidio Pepe: il vino “vivo” destinato al tempo

Nato nel 1932 in una famiglia di viticoltori (il nonno produceva vino già nel 1899), Emidio compie la sua vera rivoluzione nel 1964, quando decide di smettere di vendere vino sfuso e fonda la sua cantina a Torano Nuovo.

Mentre negli anni ’60 e ’70 la viticoltura virava verso l’industrializzazione, la chimica in vigna e l’uso intensivo del legno piccolo, Emidio Pepe imboccò la direzione ostinata e contraria:

  • Nessun lievito selezionato e nessuna chiarifica o filtrazione.
  • Diraspatura a mano delle uve rosse e pigiatura con i piedi per le uve bianche.
  • Fermentazione e affinamento in vasche di cemento vetrificato.
  • Affinamento in bottiglia per decenni prima della commercializzazione.

Emidio Pepe aveva intuito ciò che molti colleghi dell’epoca negavano: il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano d’Abruzzo posseggono una spina acida e una struttura tannica capaci di sfidare il tempo per 30, 40 o 50 anni.

«Papà diceva no agli altri che scuotevano la testa: “Per come lo faccio io, che lo lascio vivo, questo fra cinquant’anni sarà un grande vino”».

I fatti e i decenni gli hanno dato ragione: le sue vecchie annate sono oggi contese nelle aste di tutto il mondo e apprezzate nei templi della ristorazione internazionale e dai collezionisti americani e asiatici.

Dalla vigna d’Abruzzo alla stima di LeBron James

Il lavoro meticoloso e quotidiano di Emidio – famoso per essere in vigna ogni mattina all’alba a curare le sue viti – ha portato il nome di Torano Nuovo ai vertici della critica enologica internazionale.

I suoi vini non hanno conquistato solo i palati dei critici di Wine Spectator o del Gambero Rosso, ma sono diventati vera e propria icona pop e di culto: celebre il caso del campione NBA LeBron James, che in più occasioni ha mostrato sui social la sua passione per le storiche bottiglie di Montepulciano firmate Emidio Pepe.

Il passaggio di testimone e l’eredità aziendale

Elisa De Iulis Pepe

Emidio Pepe lascia un patrimonio enologico inestimabile e una cantina che custodisce oltre 350.000 bottiglie storiche.

La continuità dell’azienda è saldamente garantita da oltre vent’anni dalla famiglia, che ha fatto propri i suoi insegnamenti con le figlie Sofia e Daniela Pepe e le nipoti Chiara (enologa della cantina) ed Elisa.

Con la scomparsa di Emidio Pepe il vino italiano perde uno dei suoi ultimi padri fondatori, un uomo semplice che ha dimostrato al mondo come il rispetto della terra e il rifiuto delle scorciatoie possano trasformare un uva contadina in un capolavoro senza tempo.

I funerali si terranno domani, mercoledì 29 luglio, alle ore 17:30 presso la chiesa della Madonna delle Grazie a Torano Nuovo.

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