Emilio Santoro, il filoso del diritto: “Se le norme aumentano è più difficile punire”

“Mia zia di 98 anni quando andiamo a pranzo da lei dice che le dispiace di rubarci la domenica… Le dico sempre di stare attenta a dare strane idee al governo, ché poi introduce il reato ad hoc”. È uomo di spirito Emilio Santoro ( foto ), filosofo del diritto, fondatore di Altro Diritto, professore ordinario all’Università di Firenze.

Professore, il populismo penale si inventa un reato al giorno abusando del diritto penale che è, o dovrebbe essere, una risorsa scarsa. Adesso è arrivato il turno del reato di partecipazione violenta a una manifestazione.

“Ci sono due problemi. Primo, ormai il diritto penale ha solo una funzione simbolica; serve a definire la moralità di una presunta comunità nazionale. Secondo, nonostante la presenza di Alfredo Mantovano (sottosegretario alla presidenza del Consiglio, magistrato di lungo corso, ndr ) non sanno quello che Beccaria ha insegnato e che gli studenti imparano al primo anno di giurisprudenza: più sono le norme che prevedono fattispecie di reato più è difficile condannare una persona. Negli ordinamenti con migliaia di norme sono il loro intreccio e la loro complessità a procurare le lacune all’interno del sistema giudiziario. Vediamo come scrivono il nuovo reato di manifestazione violenta, ma probabilmente finirà per avere una pena meno alta di quella prevista per l’associazione finalizzata alla devastazione, oggi in astratto utilizzabile”.

(E qui il professore s’interrompe per suggerirci un “giochino divertente e istruttivo”. A sostegno del primo punto ci dice di chiedere a Chatgpt, usando la normativa come banca dati, quanti nuovi reati e aumenti di pena sono stati introdotti anno per anno dal nuovo governo. “Vengono fuori numeri impressionanti; dalla richiesta emerge anche quali sono i reati aggiunti o quelli aggravati, così si capisce bene come la costruzione simbolica dell’ordine morale attraverso il diritto penale sostituisce il governo e la soluzione dei problemi che la cronaca manifesta”).

La presidente del Consiglio ha sottolineato nel suo intervento anche il principio del risarcimento dei danni.

“Anche il risarcimento esiste già: ci si può costituire parte civile nel processo penale, nel processo penale minorile la costituzione di parte civile non è consentita. Ma dalle dichiarazioni non mi sembra che venga introdotta una nuova norma: si dice semplicemente che i danneggiati dai minori devono andare dal giudice civile per avere un risarcimento. Ma possono già farlo ora”.

Ma quindi, professore, a che cosa serve questo provvedimento?

“È sostanzialmente un provvedimento di polizia. Il nuovo reato forse facilita l’arresto e stigmatizza moralmente il comportamento. Come le dicevo, queste sono leggi penali che vengono utilizzate per definire i confini morali che in concreto non sono poi affidati ai giudici, ma alla polizia che emerge come Garante dei confini morali della comunità nazionale. Tra l’altro, per i minori anche l’opera educativa sembra essere affidata nella retorica al piano simbolico del reato e della sanzione e non alla concreta opera educativa su cui si impernia il nostro sistema penale minorile, che invece rischia di essere smantellato”.