Milano, 24 ottobre 2026 – Un lungo e accorato appello ai giovani musulmani, e non solo, affinché oggi, nelle strade di Milano, non si ripeta quanto accaduto la scorsa settimana. A firmarlo non è un fedele qualunque, ma Mahmoud Asfa, architetto nonché imam e presidente del Consiglio direttivo della Casa della Cultura Musulmana di via Padova, che nel giugno 2022 ha vinto il bando comunale per trasformare gli ex bagni pubblici di via Esterle nella prima moschea autorizzata di Milano.
L’appello al dialogo e alla responsabilità
“Rivolgo un appello a tutti coloro che saranno presenti nelle strade della nostra città: scegliete la responsabilità alla violenza e il dialogo allo scontro”, la conclusione di Asfa, che negli ultimi anni ha sempre cercato un dialogo con l’amministrazione comunale e le istituzioni nazionali, anche se i bastoni burocratici tra le ruote per la realizzazione della nuova moschea non sono stati pochi finora, tanto che, dal 2022 ad oggi, i lavori in via Esterle non sono ancora partiti.
Il messaggio contro la violenza e le “maranze”
Moschea a parte, Asfa si concentra sulla giornata di oggi, “durante la quale vi è il timore che possano verificarsi nuovi episodi di violenza e disordine urbano. Rivolgiamo un sincero appello al senso di responsabilità di tutti i cittadini, e in particolare dei giovani”, “affinché non si lascino trascinare da comportamenti che offendono la dignità della persona e compromettono il futuro della nostra società”.
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Il presidente della Casa della Cultura Musulmana lancia un messaggio inequivocabile a quelli che alcuni definiscono “maranza”: “Nessuna motivazione politica, sociale o ideologica può giustificare la violenza, il saccheggio o l’aggressione. La protesta civile e democratica è sacrosanta e appartiene alla tradizione delle società libere. La violenza, al contrario, distrugge il dialogo, alimenta la paura e danneggia l’intera comunità”.
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La risposta alle accuse sull’odio anti-occidentale
Agli osservatori che denunciano che l’odio anti-occidentale derivato proprio dalla cultura islamica ispira tanti giovani in piazza, Asfa risponde che “la tradizione islamica insegna il rispetto della vita umana, della proprietà altrui, delle istituzioni, della legge e del bene comune. Questi valori non appartengono soltanto ai musulmani, ma costituiscono un patrimonio condiviso da tutti coloro che desiderano una società giusta, sicura e solidale”. La conclusione dell’imam è netta: “Respingiamo fin d’ora qualsiasi tentativo di attribuire all’Islam o alla presenza dei musulmani in Italia responsabilità collettive per comportamenti individuali contrari alla legge e ai principi della convivenza civile”.
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Collaborazione con le istituzioni
Asfa cita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (“va elaborata una attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti”) per aggiungere: “Per questo motivo desidero ribadire pubblicamente la piena disponibilità mia personale e della Casa della Cultura Musulmana di Milano a collaborare con le istituzioni cittadine, le realtà educative, il mondo associativo e quanti operano sul territorio. Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi”.