Roma, 3 novembre 2026 – Alexandria Ocasio-Cortez, forse la più progressista dei dem, è stata rieletta alla Camera dei Rappresentanti a New York, battendo il candidato repubblicano Diamant Hysenaj. AOC, come viene chiamata sui media americani, è al suo quinto mandato consecutivo. La delfina di Bernie Sanders, con cui condivide idee socialiste e di cui fu una collaboratrice nella campagna presidenziale del 2016, è considerata una delle possibili favorite nelle primarie dem verso le presidenziali del 2028.
La più giovane eletta al Congresso
AOC impersona da qualche anno la nuova generazione progressista degli Stati Uniti. È la più la più giovane donna eletta al Congresso, all’età di 29 anni, quando nel 2018 sconfisse a sorpresa nelle primarie democratiche il veterano del 14esimo distretto di New York, Joe Crowley, spinta proprio da Sanders.
Spinta da Sanders. Un laboratorio dei dem
Ma le sue idee e le sue posizioni vicine ai Socialisti Democratici d’America hanno sempre frenato l’appoggio completo del partito, specialmente di quel centro rappresentato da Hillary Clinton, che considerava la giovane latina una specie laboratorio dem, un esponente della parte più popolare dell’ala sinistra dei democratici. AOC affrontò una campagna elettorale rifiutando i contributi che versavano le grandi compagnie, sostenendo la sua candidatura solo con piccoli fondi raccolti tra i suoi sostenitori, alla fine trionfò con soli 194.000 dollari, contro i 3,4 milioni dello sconfitto Crowley.
Vicina alla gente comune
Negli anni AOC è cresciuta molto, anche grazie alle sue battaglie progressiste, concrete e vicino ai problemi della gente comune, che l’hanno fatta diventare una delle figure più conosciute della sinistra americana e una nuova voce influente nel dibattito sul futuro del Partito Democratico.
Salario minimo e Sanità e Università per tutti
Mai doma, rifiuta ancor oggi l’appoggio dell’establishment democratico vicino alle grandi aziende, e si affida ai voti e al sostegno della cosiddetta working class che lei, di origini portoricane nata nel Bronx, rappresenta al meglio. Dall’aumento del salario minimo giornaliero a 15 dollari alla sanità pubblica aperta a tutti, dall’università gratuita alla regolamentazione sulle armi da fuoco, AOC ha continuato a raccogliere consensi su consensi, ritagliandosi una posizione sempre più importante nel partito che sta cambiando.
Da sempre si batte contro l’ICE
Da giovane donna latina si è battuta contro l’ICE, l’immigrazione federale, fin dai primi tempi, considerandolo discriminatorio e chiedendone più volte l’abolizione. Da ambientalista ha proposto una tassa del 70% da applicare ai redditi superiori ai 10 milioni di dollari per finanziare le politiche di riduzioni del gas serra. E appena eletta propose il Green New Deal, per rendere l’economia USa più verde e combattere il cambiamento climatico.
Basta “woke”, ora punta alla Casa Bianca
Ora sembra aver limato alcune sue posizioni e aver trovato un più concreto appoggio dei dem, tanto da essere considerata una delle figure del partito che possono partecipare alla corsa alla Casa Bianca del 2028. In una recente intervista alla ABC, AOC ha mostrato questo cambiamento criticando la fase degli anni 2020, un periodo difficile tra Covid, proteste popolari per la morte di George Floyd e un clima politico teso, arrivando ad affermare che “woke 1 was crazy”, folle, riferendosi a posizioni della sinistra democratica di quei giorni. Quindi dopo le lotte alla disuguaglianza, per i diritti delle minoranze, dopo le battaglie contro i poteri forti, in questo 2026 AOC sembra pronta a fare un passo ulteriore in avanti, passando alla lotta per il potere, senza tradire i suoi ideali ma senza spaventare gli elettori più moderati, per puntare dritta alla Casa Bianca.