Un finanziamento da 800 milioni di euro per un nuovo polo produttivo in Francia. Tanto ha ottenuto Marcegaglia Steel, il gruppo siderurgico guidato da Antonio ed Emma Marcegaglia, attraverso due prestiti legati a obiettivi di sostenibilità.
I dettagli del finanziamento
I finanziamenti dureranno 11 anni e supporteranno il più grande investimento industriale dell’azienda italiana. Marcegaglia intende realizzare un complesso per la produzione di acciaio a Fos-sur-Mer, comune francese con circa 16mila abitanti nel dipartimento Bocche del Rodano della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Per questo progetto il gruppo ha stanziato circa 1,2 miliardi di euro.
Le due linee di credito sono garantite all’80% da Sace e Bpifrance Assurance Export e saranno erogate nei prossimi tre anni da un pool di istituti bancari italiani e internazionali. Nella cordata rientrano la divisione Imi di Intesa Sanpaolo, Bnp Paribas, Crédit Agricole e UniCredit. Partecipano inoltre Santander, Bper Corporate & Investment Banking, Banco Bpm e Ing Bank.
Il finanziamento è legato al raggiungimento di specifici obiettivi ambientali, sociali e di governance (Esg), con un meccanismo premiante al conseguimento dei parametri di sostenibilità. Il piano infatti è utilizzare rottami, Dri (ferro preridotto) a basso contenuto di anidride carbonica ed energia nucleare per ridurre fino all’80% le emissioni rispetto ai metodi produttivi tradizionali.
Il nuovo polo produttivo in Francia
A Fos-sur-Mer, Marcecaglia interverrà sull’ex sito industriale di Ascometal, acquisito nel 2024. Lì realizzerà un impianto con una capacità produttiva di 2 milioni di tonnellate di acciaio da forno elettrico e oltre 3 milioni di tonnellate di coils (rotoli di lamiera semilavorati) laminati a caldo, sia in acciaio al carbonio sia inossidabile. Nel programma rientra un contratto da 450 milioni di euro con Danieli, altro player italiano della filiera siderurgica, per il nuovo impianto e il laminatoio a caldo. Lo stabilimento dovrebbe andare a regime entro il 2028.
L’obiettivo è coprire così, attraverso la produzione interna, tra il 35% e il 40% del fabbisogno di materie prime, in particolare bramme e coils, aumentando il controllo sulle forniture e la stabilità della catena produttiva.
Nel 2025 Marcegaglia ha registrato 7 miliardi di fatturato a livello di holding e più di 3 miliardi con il segmento Steel. I volumi produttivi sono rimasti stabili a 5,8 milioni di tonnellate.