
A Caserta, l’ex Magazzino centrale di ricambi mezzi corazzati diventa un parco urbano, punto di ritrovo per la comunità
È una storia emblematica quella dell’ex Ma.C.Ri.Co (Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati) di Caserta, di straordinaria importanza per il solo fatto che una servitù militare possa diventare un bene comune. Si tratta di un’area di 33 ettari, chiusa da più di 20 anni, in pieno centro città, presso la strada principale che conduce alla Reggia di Caserta. La proprietà è dell’Istituto Diocesano di sostentamento del clero, anche se è ancora in possesso del ministero della Difesa. Oggi la zona è in abbandono, parzialmente riassorbita dalla natura, e presenta resti del rimessaggio dei carri armati, tra cui capannoni con tettoie ed elementi di amianto. L’area presenta un interesse storico-artistico, oltre che urbanistico e ambientale: è il cosiddetto “Campo di Marte”, destinato alle esercitazioni militari dell’esercito borbonico, già pertinenza dell’antico edificio vescovile nel XVII secolo e utilizzato dalle Forze Armate nel dopoguerra con la Caserma Sacchi e la Scuola “Truppe Corazzate”. In quel luogo, nel XV secolo, re Alfonso I d’Aragona, capostipite del ramo aragonese di Napoli, aveva istituito il sito a residenza della cavalleria reale nei mesi invernali. La vicenda Ma.C.Ri.Co è poi esplosa in città nel 2000, grazie alla presa di posizione del Vescovo di Caserta, Mons. Raffaele Nogaro, che aveva espresso la volontà di destinare quell’area alla città, senza alcuna speculazione, aprendo un percorso di rigenerazione affinché diventasse il Parco Urbano- Bene Comune che al centro abitato ancora mancava. L’ex Ma.C.Ri.Co è stato anche una tappa della Carovana dei beni comuni denominata “Rete Communia”, un reticolo che coinvolge oltre 120 realtà tra enti di ricerca, associazioni e comunità distribuite su tutto il territorio nazionale.