Dom Phillips e Bruno Pereira stavano svolgendo ricerche sulle attività illegali in foresta. A confessare è stato Amarildo da Costa de Oliveira, uno dei due sospettati fermati dalla polizia
Il giornalista inglese Dom Phillips e l’antropologo brasiliano Bruno Araujo Pereira sono stati uccisi in Amazzonia. A confessare l’omicidio è stato Amarildo da Costa de Oliveira, uno dei due sospettati fermati dalla polizia locale e trovati in possesso illegale di armi. Il secondo è il fratello Oseney da Costa de Oliveira.
Phillips, 57 anni, redattore del Guardian, e Pereira, 41, esperto di culture indigene ed ex funzionario del governo incaricato di proteggere le tribù in Brasile, erano scomparsi il 5 giugno nella regione della Vale do Javari, nello Stato di Amazonas, dove stavano conducendo ricerche e interviste per un reportage sulle invasioni nelle aree indigene. L’uccisione sarebbe avvenuta al termine di una breve escursione lungo il fiume Itaquaí, nel Brasile occidentale.
Pereira stava accompagnando Phillips in un viaggio per scrivere un libro sullo sviluppo sostenibile in Amazzonia, che avrebbe raccontato anche la deforestazione illegale, i traffici di droga e le attività estrattive condotte nella regione. La barca su cui stavano viaggiando, però, non è mai arrivata alla meta finale Atalaia do Norte, non lontano dal confine tra Brasile e Perù.
Il movente dell’omicidio non è ancora chiaro, ma Phillips e Pereira avevano ricevuto già diverse intimidazioni e minacce di morte dai taglialegna e dai minatori che agiscono illegalmente nella zona per sfruttare le risorse preziose della foresta. Secondo i Costa de Oliveira il lavoro al quale stavano lavorando Philips e Pereira sarebbe potuto essere un pericolo per la loro attività di pesca illegale in zona protetta.
Il collega e corrispondente del Guardian in America Latina, Tom Phillips, ha affidato a Twitter la sua testimonianza: “Sono appena tornato dal fiume Itaquaí dove abbiamo visto i corpi che sembrano essere quelli del nostro caro amico Dom e del suo compagno di viaggio Bruno, recuperati dalla foresta. È devastante e oltraggioso. Serve giustizia per loro, per le loro famiglie e per le nobili cause in cui credevano”.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
REGISTRATI SUL SITO
L’articolo Amazzonia, uccisi dai pescatori di frodo il giornalista britannico e il ricercatore indigeno scomparsi il 5 giugno proviene da La Nuova Ecologia.