Anna superstar: “La forza di una vera baddie? Cuore e consapevolezza. Né San Siro né Sanremo: vado per la mia strada”

Milano – “Io non alleno ragazze”. “Forse dovrebbe, chi mi segue mi considera una tosta”. Si dicono Frankie e Maggie, Clint Eastwood e Hilary Swank davanti alla macchina da presa di Million Dollar Baby. E quel faccia a faccia ti torna in mente incontrando Anna, non solo per il titolo affine del suo secondo album Million Dollar Babe, in arrivo domani, quanto perché è davvero lei la ragazza “tosta” del pop italiano. 22 anni, di La Spezia, “vera baddie” da arena e palasport che con la sua cascata di dischi d’oro e di platino continua a mettere Pepe (con la maiuscola) in hit-parade. Trascinato dal singolo White girl wasted e da un pugno di “feat” con artisti che ammira Million Dollar Babe trova una prima valenza live in agosto, mentre a fine autunno si materializzerà nelle cattedrali dello sport: debutto alla Vitrifrigo Arena di Pesaro il 28 novembre, poi Padova il 30, Firenze il 2 dicembre, Napoli il 5, gran finale all’Unipol Dome di Milano il 12 e 13.


Anna: pro e contro di questi anni andati molto al di là delle aspettative.

“Sicuramente la cosa più bella è l’amore dei fan e il riconoscimento, sia lavorativo sia umano, di cui mi sento circondata. Quella brutta, a essere onesta, sono i giudizi negativi e quegli insulti che ogni tanto arrivano dal web; anche se cerchi di fregartene fanno un po’ male. I genitori e la famiglia rimangono fondamentali: non riuscirei a stare troppo tempo senza vederli”.

L’adolescente di Bando aveva due sogni: andare ad abitare all’estero e collaborare con Nicki Minaji. Sono ancora sogni appesi o in questi sei anni è cambiato qualcosa?

“Mi piacerebbe andare ad abitare a Parigi, ma sto benissimo pure a Milano. Il feat con Nicki Minaj lo vedo lontano, anche perché lei al momento non sta lavorando tantissimo. Diciamo quindi che tra i desideri di oggi ci metterei avere un pezzo prodotto da Diplo”.

Anna Pepe, 22 anni (foto Ig)

Viene spesso avvicinata esteticamente a Olivia Rodrigo che, soprattutto nell’ultimo album You seem pretty sad for a girl so in love, punta molto sul concetto della “sad girl”. Lei, invece, in Million Dollar Babe ha un approccio completamente diverso.

“Pure a me non spiace scrivere pezzi tristi, perché sono momenti in cui ti guardi dentro. Non voglio, però, che la mia discografia sia tutta un lamento e preferisco concentrarmi sulle belle ‘vibes’. Anche il titolo del disco nasce da questo: ho imparato a darmi valore nel tempo e ho acquisito un’autostima, personale e artistica, che prima non avevo”.

Pure lei sogna San Siro?

“No. Preferisco i posti dove posso vedere i miei fan in faccia. Meglio fare più date, ma con meno gente. Il percorso fin qui è stato graduale e la mia fanbase rimane la roccia a cui aggrapparmi per restare coi piedi a terra”.

Mi piace moltissimo il mondo della moda e vorrei tanto crearmi un percorso come brand designer

Niente San Siro… e neppure Sanremo?

“In tutta onestà, no. Non mi ci vedo artisticamente e non mi sento in linea con l’idea della competizione. Semmai mi piacerebbe andare come ospite nella serata delle cover con qualcosa nelle mie corde; che so, un pezzo “pazzo“ come Hello Kitty in una chiave estrema, magari assieme a Levante, che è una grande e mi piace moltissimo”.

Anna Pepe, 22 anni (foto Ig)

Tre brani del nuovo album da mettere subito nella playlist.

“Direi Veleno e Cuori in off, canzoni sull’amore in cui mi guardo dentro. Ma anche Honey che è una bomba”.

Cosa apprezza della musica che gira intorno?

“Poco. Secondo me stiamo attraversando un momento di crisi. Escono troppe canzoni fatte con l’intelligenza artificiale e questa è la morte della musica. Si cerca la quantità invece della qualità. Io per questo disco mi sono presa due anni, lavorandoci tra l’Italia e gli Stati Uniti: avrei potuto farlo in cinque mesi, ma sarebbe venuto un lavoro tirato via. In futuro, però, mi piacerebbe fare un disco completamente EDM assieme al mio produttore Miles”.

Anna Pepe, 22 anni (foto Ig)

Si cerca la quantità invece della qualità. Io per questo disco mi sono presa due anni

Oltre alla musica, c’è qualche altro settore che l’appassiona e in cui vorrebbe costruire qualcosa?

“Mi piace moltissimo il mondo della moda e vorrei tanto crearmi un percorso come brand; sono una grande fan del design e del vestire. Amo la moda italiana e mi piacerebbe molto poter presenziare alla prossima sfilata di Gucci”.