Annamaria Bernardini de Pace vs Davigo/ “Magistrati non indipendenti” E lui s’infuria

Annamaria Bernardini de Pace vs Davigo/

Per Annamaria Bernardini de Pace la magistratura non è indipendente e su questo si è scontrata con Piercamillo Davigo. «Purtroppo, io ritengo che la magistratura si sia rovinata nel momento in cui sono emerse le correnti. Da quel momento in poi il libero convincimento dei giudici è difficilissimo. Ci sono dei giudici eccezionali che continuano ad essere equilibrati, ma purtroppo ne vedo tanti che anziché giudizio esprimono pregiudizio. Non solo dal punto di vista politico». L’avvocato, ospite di DiMartedì, ha fatto l’esempio di separazioni e divorzi in cui il giudice è condizionato in alcuni casi dall’esperienza personale. «Mio padre ha lasciato la magistratura quando sono cominciate le varie associazioni perché sapeva di non poter trovare colleghi equilibrati». Ma a questa sua analisi si è duramente opposto Davigo: «L’esempio non c’entra niente, poi c’è la ricusazione per questo». Inoltre, ha ricordato che «i magistrati sono obbligati a fornire le motivazioni delle loro decisioni che sono valutabili dai giudici d’appello e di Cassazione». Per questo un giudice «non decide secondo come gli gira visto che deve fornire il perché».

BERNARDINI DE PACE, SCONTRO CON DAVIGO SU MAGISTRATI

«I magistrati non sono indipendenti dalla politica, non sono indipendenti da niente, non sono equilibrati. Ci sono molti magistrati che non sono specchiati», ha proseguito Annamaria Bernardini de Pace a DiMartedì. Ma Piercamillo Davigo ha preso le distanze: «Io sono totalmente indipendente dalla politica, non l’ho mai fatta in vita mai». Quindi, ne è nato uno scontro tra l’avvocato e l’ex magistrato: «In che Paese vive? Non conosce le cronache giudiziarie degli ultimi anni e gli intrecci tra politica e magistratura. Non sono sereni e indipendenti, non possono avere un libero convincimento». Quindi, Bernardini de Pace ha lanciato una proposta: «Andrebbero sottoposti anche ad un controllo psicologico e psichiatrico, perché è una professione che corrode e cambia». A tal proposito, Davigo prima ha fatto una battuta: «Io sono in pensione, non me ne può importare di meno». Quindi, ha spiegato perché non è fattibile come proposta: «Non lo si fa è perché non si saprebbe da che parte cominciare. Siccome per il giudice fare una cosa contraria alla legge è abuso d’ufficio, lo si può denunciare. Poi il problema è trovare il modello astratto di giudice che lo psicologo deve indicarIo venivo denunciato una volta alla settimana».

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